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Pubblicata nella Rivista di Roma, 15
febbraio 1903
4. BOLLA E PALLA
Prima pe ‘l ciel dall’una all’altra stella
volava il pensier mio, fantasticando;
messo da una ragione arcigna in bando,
salpava su una nuvola,
aerea navicella.
Ed appena lassú, pe’ cieli buj,
— «La Terra ov’č?» – da Venere o da Marte
si affacciava a cercarla da ogni parte,
qual bolla con un soffio
spinta in aria da lui.
Or se il pensiero un po’ s’inciela, sotto
un peso enorme sente che gli vieta
di levarsi a quei voli senza mčta:
la Terra, come ferrea
palla di galeotto.