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PRETESTO
Le fanciulle trojane, quand'erano fidanzate, andavano a
bagnarsi nello Scamandro e gli si offrivano dicendo le
seguenti parole: « Ricevi, o Scamandro la mia
verginità! » Ora Eschine racconta che un suo amico e
compagno di viaggio, ateniese, invaghitosi d'una giovane
trojana, per nome Calliroe, nel giorno in cui essa,
fidanzata, doveva bagnarsi nel fiume, andò a nascondersi
nelle macchie che erano su la riva, e si circondò la
testa di giunchi e di canne. Allorché Calliroe ebbe
pronunciato la sua offerta, il giovane rispose: « Ed
io l'accetto volentieri! » Entrò nell'acqua,
condusse la fanciulla su la sponda opposta, e l'ingannò.
Eschine parla di quest'avventura come di una cosa
avvenuta quasi sotto i suoi occhi. Dice: « Noi
eravamo sopra un'eminenza con lo sposo e i parenti e
molti altri, donde vedevamo il luogo in cui si bagnavano
le fanciulle, per quanto lo permetteva la convenienza ».
Da notare, per l'intelligenza del testo, che il fiume
Scamandro, in cui le tre Dee vennero a bagnarsi prima di
comparire al giudizio di Paride, non meritava forse la
riputazione che i poeti, Omero segnatamente, gli hanno
formata. Belone dice d'aver veduto non un fiume, ma un
rigagnoletto, il quale d'estate era secco e nell'inverno
dava appena acqua bastante perché un'oca lo potesse
passare a nuoto.
PERSONE
Scamandro
Tre Najadi
Amadriade
Eumene, giovine ateniese
Ascanio, giovine trojano
Agatone, servo di Eumene
Calliroe, fidanzata di Ascanio
Caletore, suo padre
Proclea, nutrice
Corifeo
Coro nuziale
Due pastori
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