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Quinto Episodio
LE NOZZE
Calliroe, che si sarà spogliata dietro gli
alberi, viene avanti ignuda, trepida, fino al margine,
nel lume della luna, e prima di porre il piede
nell'acqua fluente, proferisce le parole di rito.
Calliroe
Scamandro, a te la mia verginità!
Eumene (sorgendo da una siepe di loto, nella
quale s'era nascosto presso di lei)
Ch'io volentieri accetto.
Calliroe (addietrando, atterrita)
Ah!
Eumene (Pronto, abbracciandola)
Perché gridi?
Calliroe
Chi sei tu?
Eumene
M'hai chiamato. Eccomi qua.
Il nume abitator di questi lidi.
Calliroe
Scamandro... tu?
Eumene
Scamandro.
Calliroe
Ma se mai
sposa alcuna ti vide al tempo nostro?
Eumene
E tu mi vedi. A tutte io non mi mostro.
Bella tu piú d'ogni altra non ti sai?
Guardami!
Calliroe (riconoscendolo)
Vedo ... Lasciami! Lassú
c'è il corteo.
Eumene
Di che temi?
Calliroe
Io mi vergogno.
Eumene
Immagina che tutto come un sogno sia!
Non ti guardo; a me ti stringo. Il dio,
cui sei venuta a offrirti, io sono.
Calliroe
Tu?
Eumene
Io, Scamandro, non vedi? Son ben io!
Venne poc'anzi chi lassú t'aspetta
a veder s'io scorrevo almeno un poco.
Delle nozze ei parlava ad un amico
ateniese, a cui la medaglietta
mostrò: gliene parlava qual d'un gioco
al qual per forza si prestava.
Calliroe
Ah, sí?
Eumene
E ben altro dicea ch'io non ti dico.
Onde pensai per te questa vendetta.
Attenda or ci lassú, mentre tu qui
al tuo nume ti stringi. Non temere,
non temere! Sei mia! Per sempre mia
sarai! Vieni...
Calliroe
No, no, lasciami, via!
Qualcuno di lassú ci può vedere...
Eumene
Nessun si attenterà, ché a Tutti il rito
è sacro. Ed io...
Calliroe
Ma tu del vecchio fiume
la sembianza non hai... né men la barba...
Eumene
Oh semplicetta! Ma s'io sono un nume
non mi posso cangiar come mi garba?
Vecchio, se tale faccia meglio al caso;
giovine, d'una giovine all'invito
(ché non potrei da vecchio) mi presento.
Ti dispiace veder nudo il mio mento?
Calliroe
No...
Eumene
Tonsori ha l'Olimpo: mi son raso.
Odi? Ridono l'acque, ai nostri detti.
Vieni, vieni con me senza paura.
C'è chi veglia per noi: siam ben protetti
dalLe Najadi, e qua dalla verzura.
Eumene si trae Calliroe nel folto delle
piante. A sommo
delle acque correnti si vedono guizzar Le Najadi.
Le Najadi
— Vigila tu di là. Io di qua vigilo.
— Pronte l'anfore, e addosso a chi verrà
prima a spiar gl'insoliti prodigi
di questa notte!
Oh che guardi di là,
tu? Via, lasciali in pace, e qui t'apposta.
— Zitte! Parla qualcuno su la costa...
Ascanio (sul ciglio, a Proclea)
Non le hai tu detto che bastava un piede
intingere nell'acqua? Ingenua è troppo
e forse un bagno veramente crede
che far bisogni...
Proclea
Temo d'altro! Un groppo
avea di pianto in gola.
Caletore
Che le sia
incorso male? Stupida figliuola!
Va', va' a vedere. (a Proclea)
(ad Ascanio) Tu no, qua!
Ascanio
Se mia
sarà tra poco!
Caletore
Ancor non sei marito!
Proclea
Io stessa non so ben se offesa al rito
rechi, andando. Di Pallade la fama...
Caletore
Lascia dire di Pallade... Va' giú
càuta, non t'accostar di troppo e chiama.
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Proclea (scende dal ciglio e chiama)
Calliroe! Calliroe!
Appena, nell'ombra, s'accosta al margine, è assalita
da un furioso getto d'acqua da parte delle Najadi.
Proclea
Aita! Aita!
Gente, accorrete! accorrete!
Ascanio (precipitandosi)
Che fu?
Caletore
Proclea! Che fu? (scende anche lui)
Proclea
Scamandro m'ha punita!
E ancora... (altro getto d'acqua) Ahi... Uff... Aita! È
furioso!
Caletore
E Calliroe?
Ascanio(cacciandosi tra gli alberi)
Calliroe, ove sei tu?
Caletore
Giú con le tede! (a Proclea) Va'! cerca!
Proclea
Non oso!
Non oso piú!
Caletore (al Corifeo)
Fermi qua Tutti!
Vado io solo ... Ascanio? Fate lume un po'
di qua ... Calliroe! Ascanio!
Ascanio (di tra gli alberi lontano)
Eccomi!
Caletore (gridando)
No!
Tu no!
Ascanio (ansante di ritorno)
Non c'è! non c'è! Tranne che a guado
non sia passata all'altra riva...
Caletore
Come!
Impossibile!
Ascanio
Eppure...
Caletore (a Proclea)
Con sí poca
acqua... chi t'ha bagnata?
Proclea
Io ... io non so!
Caletore
Gridiamo Tutti, Tutti insieme il nome
della figliuola mia!
Tutti
Calliroe! (pausa)
Caletore
Nulla!
Annegata? Perduta? (a Proclea scotendola)
Sú, va', oca,
muoviti! corri! Andiam Tutti: le tede
avanti! Fermi... Ecco le vesti, qua...
Ascanio
Son le sue vesti?
Caletore
E lei? Lei non si vede!
Ascanio
Oh Calliroe!
Proclea
Sciagura!
Caletore
Ove sarà
Calliroe! Calliroe! Oh mia fanciulla!
(Si ode da lontano la voce di Calliroe)
Calliroe
Proclea!
Ascanio
Zitti! Chi chiama?
Caletore
È lei!
Calliroe (da lontano)
Proclea!
Tutti
È lei! è lei!
Ascanio
Chiama Proclea!
Caletore
Sú, vola!
Ecco le vesti... vola! Indietro, noi!
indietro Tutti! Ah stolida figliuola...
Ascanio
Io non so come mai...
Caletore
Forse temea
d'esser vista ...
Corifeo
Sciogliam di grazie...
Caletore (interrompendo)
Poi,
poi canterete! Io la conosco, ell'è
timida tanto e tanto ingenua, che —
tu l'hai vista — tremava, quando sola
noi la lasciammo qua.
Ascanio
Eccola!
Calliroe ritorna insieme con Proclea, col
volto composto a un'aria di gioja serena.
Caletore
Figlia!
Calliroe
Qual'ansia è in voi? Non so che meraviglia...
Ascanio
Come!
Calliroe
Non mi dovevo io forse qui
allo Scamandro offrire?
Caletore
Ebben?
Calliroe
Cortese,
l'offerta mia lo Scamandro gradì.
Ascanio
Come gradì?
Caletore
Che dici?
Calliroe
Sí; dall'acque
sorse ...
Tutti
Scamandro?!
Calliroe
Sí; con sé mi prese...
Tutti
Lo Scamandro?!
Calliroe
E di me molto si piacque.
Onde al Nume sien grazie!
Caletore
Ella delira!
Tutti
Il Nume!
Ascanio
Il Nume? hai tu veduto il Nume?
Calliroe
Sì, lo Scamandro.
In questo punto si presenta Eumene, seguito da
Agatone, recando i doni.
Calliroe (con giubilo acorrendo e stringendosi a
lui)
Eccolo!
Ascanio
Eumene!
Eumene (pronto)
Amico,
io t'ho salvato!
Tutti
Sacrilegio!
Caletore
Chi?
chi è costui?
Ascanio
Che hai fatto?
Eumene
Ora vi dico.
Caletore
Tenetelo!
Eumene
No, amici miei; senz'ira...
Caletore
Sia tosto tratto in giudizio! Nel fiume
s'è acquattato, l'infame, ed ha ingannato
la mia figliuola! Tenetelo!
Eumene (traendosi indietro minaccioso, con
Calliroe abbracciata)
Qui,
vecchio, la tua figliuola ora mi tiene;
e nessun mi s'accosti! Egli per me (indica Ascanio)
parli! Direte poi se a fin di bene
io non abbia operato.
Ascanio
Egli v'inganna
ancora! Io non gli dissi ...
Eumene
Mi dicesti
che a nozze andavi come a una condanna.
Nega, se puoi!
Caletore
Tu, Ascanio? E come! Se
tanto dappresso mi sei stato... E resti
muto?
Ascanio
Mi trasse a dire egli... Ma ormai
per me Calliroe... Calliroe è perduta...
Eumene
Ed io l'ho guadagnata, io che l'amai
dal dì che teco per le vie d'Atene
la vidi, o padre: se con arte astuta,
perdonami, perdonaci!
Caletore
Sia bene
a Tutti! Eumene, dunque vuoi che sia
Calliroe tua sposa?
Eumene
Ella è già mia!
Calliroe
Eumene! Eumene!
Ascanio
Ahimè, come quest'onta
sopporterò?
Agatone (piano, da un lato)
Signore, non t'incresca!
Non vadan le tue lagrime sprecate:
là, versale nel fiume, ch'egli cresca...
Caletore (dall'altro lato)
E a lui la pena tua, caro, racconta.
Corifeo
Sú, in ordine! Innalziamo
l'inno di grazie a lo Scamandro.
Agatone
Fate
piano, mi raccomando.
Caletore
Andiamo, andiamo...
Il corteo si dispone nell'ordine di prima: avanti, i
fanciulli con le tede:
poi Eumene e Calliroe, Caletore e
Proclea; quindi il Corifeo. Ascanio
resta indietro,
con le mani sul volto: quando le voci si sono
allontanate, risale il clivo anche lui.
Corifeo
Dell'onda aspersa che amorosa nuota,
la giovinetta sposa
d'un novello rossore
tinta ritorna l'una e l'altra gota.
Tal'è su l'apparir del primo albore
una vermiglia rosa,
tal del punico pomo è il bel colore,
Scamandro, e tu, prole di Giove...
(Il canto si perde lontano.)
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