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Terzo Episodio
Le Najadi
Dal sentiero a sinistra, sotto il ciglio, vengono con
una greggiola di capre due pastori, cantando a gara.
Eumene, udendoli, vien fuori di tra gli alberi, ove
stava a meditare l'insidia, aspettando Agatone.
Primo Pastore
La mia ninfa, Melitea
non andrà piú al monte scalza:
punse il rovo d'una balza
i piedini suoi di dea.
Secondo Pastore
Autonòe granel di sale
non mi costa o fil di biada,
poiché vive di rugiada,
come fanno le cicale.
Eumene
Deh, buona gente, a voi che ne la pura
e sacra intimità con la natura
solitaria vivete, avvenne mai
d'udir davvero il riso, i gridi gaj
de le Ninfe su queste antiche rive?
vedeste voi qui mai Ninfe giulive?
Primo Pastore
Noi no, giammai. Ma un pastorello, Epi
nomato, dice che le vide, un giorno,
nell'ora che il ramarro entro le siepi
dorme e non van le lodolette intorno.
Secondo Pastore
Una ne vide, a quel ch'ei dice o sogna,
che lo pregò fosse contento un poco
di farle udire il suon de la sampogna;
ma prestarsi non volle egli a quel gioco.
Primo Pastore
E dice che gli chiese allor la pelle
roggia d'un becco che copriagli il tergo.
Risero a la dimanda le sorelle
di lei, nell'antro lí, che è loro albergo.
Secondo Pastore (minacciando una capretta che è
montata sul clivo)
Giú, bianchetta, dal clivo! Se t'arrivo...
Primo Pastore (riprendendo a cantare e
avviandosi)
Melitea con le serpette
sa parlar soave e piana:
le ammaestra e, qual collana,
quindi al collo se le mette.
(I due pastori vanno via con la greggiola lungo la riva
a destra.)
Eumene
E se ci son, prestarsi graziose
al castigo ch'io medito vorranno?
Qualche dio, qualche dea talor rispose
e secondò piú d'un ameno inganno.
Certo che se qui son Najadi ascose,
spesso cagion di ridere non hanno,
ed io materia a spiritose ciarle
vengo loro ad offrir...
Agatone (sopravvenetido, carico, ansante, dal
sentiero a sinistra)
Prova a chiamarle!
Eumene
Oh tu! Già qui?
Agatone
Mi son precipitato,
per far presto, da quella scorciatoja
maledetta, di là... Mi sarai grato:
son vivo per miracolo, ho le cuoja
tutte stracciate. E guarda ch'ho comprato,
che splendore, eh padron? guarda che gioja...
Fior, latte, frutta...
Eumene
Bene. Ora va' via.
Agatone
Vuoi restar solo?
Eumene
sì.
Agatone (alza le spalle, apre le braccia,
s'inchina)
Bene ti sia!
(Se ne va per il sentiero d'onde è venuto. Eumene
s'appressa alla riva e, appoggiando una mano alla
quercia, canta.)
Eumene
O giovinette Najadi,
belle figlie di Giove,
ad invocarvi trepido
il labbro mio si muove:
non ride alcuna grazia
qui di natura: tutto
veste ha d'oblío, di lutto,
né per voi sorge altar.
Scortese o temerario
per tanto io non vi paja:
so che a voi meglio è vivere
di vostra vita gaja
ove qualch'antro arboreo,
di chiare fonti adorno,
vi possa offrir soggiorno
lieto vicino al mar.
Ma forse il vostro tenero
cuore ha pietà di questo
antico fiume, or povero
d'acque, e m'è grato al mesto
nume che dentro v'abita
immaginarvi intente:
qualcuna certamente
volle con lui restar.
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Le Najadi (dall'acqua senza farsi scorgere,
mentre — Eumene canta)
— Vieni sú!
— Zitta! Senti?
— Chi ci chiama?
— Un giovine stranier! Zitta... Oh che incanto
nuovo; ascolta! Che fascino nel canto!
— Che vorrà? Qualche insidia ei certo trama.
— Contro noi?
— Contro il fiume: odi?
— Io m'ascondo!
— Io pure!
Eh via, tentiamo l'avventura!
Se Scamandro si desta?
— Uh, che paura!
Te l'immagini il vecchio furibondo?
(Le tre Najadi scoppiano in una risata e si nascondono.)
Eumene
Ridono! Oh fosser loro! Olà, chi ha riso?
Se siete voi, mi prostro,
Najadi, qui. Non mi negate il vostro
leggiadro viso!
(Le tre Najadi, avvolte in un velo verde lieve, nude le
braccia e le gambe, la capellatura ondeggiante su le
spalle, adorne di una corona di canne, sporgono ancor
sorridenti il capo di tra gli alberi della riva.)
Prima Najade
Per pietà del vecchio fiume,
non per altro,
Greco scaltro,
ci vuoi qua?
Seconda e Terza Najade (con comica serietà)
Non per altro!
Prima Najade
Ah ah ah!
Seconda Najade
Il tuo cor per lo Scamandro
veramente
dunque sente
carità ?
Prima e Terza Najade
Veramente!
Seconda Najade
Ah ah ah!
Terza Najade
E invocate per pregarci
sol di questo,
Greco onesto,
ci hai tu qua?
Prima e Seconda Najade
Sol di questo!
Terza Najade
Ah ah ah!
Eumene
E per pietà di me, Najadi, ancora,
poi che il motteggio vostro mi palesa
che non v'è ignota la gioconda impresa
alla quale benigne il cor v'implora.
Prima Najade
Impresa la chiami?
Seconda Najade (con finto orrore)
Sacrilego intrigo!
EumeneNo, giusto castigo!
Terza Najade
Che lo Scamandro infami...
Eumene
No, no!
Terza Najade
Se tu profani un rito sacro!
Eumene
Io vorrei che men gelido lavacro
la nuova sposa oggi trovasse qua.
È questa anche pietà
pe ‘l fiume, se vi piace:
Onore ei si farà, dormendo in pace.
Per voi non vedo intanto alcun altare,
Najadi graziose, ove posare
con tutto il cuore queste
offerte mie modeste.
Prima Najade (accorrendo seguita dalle altre)
Frutta ?
Seconda Najade
Fiori?
Terza Najade
Latte?
Prima Najade
Oh bene!
Sei sfrontato, Ateniese,
ma ci piaci,
piú dei giovani dabbene
del paese!
Seconda Najade
Non saran mézzi i tuoi frutti,
come tutti
i tuoi detti son mendaci?
Terza Najade
Con questi fiori noi t'adorneremo:
avrai di canne in capo una corona;
in mano un remo.
Scamandro è vecchio, e vedrai che perdona.
(Le tre Najadi circondano Eumene e lo conducono
tra gli alberi della riva, portando seco i doni.)
Agatone (affacciandosi dal sentiero sotto il
ciglio, ove s'è tenuto nascosto a spiare)
Se debbo dire il vero, io mai non ho
a Ninfe, a Fauni, a Najadi creduto.
Ma ora opinione al tutto muto:
ci crederò.
Ah, ecco: il nuzial corteo giú viene.
Padrone, ti saluto!
Io me la filo via: t'avvenga bene.
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