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Scamandro - 1909

 

Secondo Episodio

 

LA MEDAGLINA

 

Sotto la pioggia che or cade meno fitta, vengono giù dall'altura in fondo, pian piano, conversando fra loro, Eumene eAscanio, muniti ciascuno d'un ombrello(σχιάδειον). Li segue a poca distanza il servo Agatone che si ripara alla meglio con un lembo della clamide.

Ecco, ancora un po' di pazienza, amico: il fiume è là.

Eumene
Fino al fiume?

Ascanio
Pazienza! Delle piccole città
i peggior tiranni sono, tu l'hai detto, i morti.

Agatone
Bravo!
Eumene e Ascanio si voltano di scatto, colpiti dall'improntitudine dei servo;
ma questi, fermandosi e sorridendo, senza scomporsi aggiunge:
Faccio encomio al piede manco: già col dritto scivolavo.

Ascanio (a Eumene)
Se ho compreso ben, tu intendi che noi schiavi siam peranco
dei costumi antichi.

Agatone
Bravo!
Eumene, Ascanio si voltano di nuovo con lo stesso ci piglio; ma Agatone, impassibile.
Scivolavo ora col manco

Eumene (risalendo un po' l'erta e dando uno spintone dietro le spalle al servo)
Prova un po' di scivolare con entrambi fino al fiume.

Agatone (ruzzolando, accompagnato dalle risa d'Ascanio)
Ohi! ohi!

Eumene (ad Ascanio)
Séguita, mio caro: che dicevi del costume?

Ascanio
Qui, fra gli altri, un uso impone che una vergine, promessa
sposa, prima di contrar le nozze, venga a offrir se stessa.

Eumene
Come come?

Ascanio
Al fiume, intendi? Bagno... bagno innocuo, al quale
si suol dar solennità di rito: è il rito nuziale.
Il corteo segue la sposa fin lassú...
Eumene guarda in cima al ciglio con maligna curiosità; onde Ascanio, subito:
Non vede nulla.
Ci son qua per questo gli alberi. Celata, la fanciulla
prega il vecchio dio del fiume che l'accolga.

Eumene
E il dio?

Ascanio
L'accoglie.

Eumene
E il marito?

Ascanio
Qual mai rischio vuoi che corra per la moglie?
Guarda un po': bastan due socchi, su tant'acqua, a far da barche.
E noi siam costretti ogni anno, per sposare, ad aspettar che
piova un poco. Ora qui appunto son venuto per vedere
se quest'oggi alfin si voglia lo Scamandro compiacere
di far lieta la fanciulla che vuol esser mia.

Eumene
Che sento!
Disgraziato, prendi moglie? Come! E sei cosí contento?

Ascanio (confuso mortificato)
Io contento? No ... ti pare?

Eumene
Qui per te m'hai trascinato?

Ascanio
Non sapevi? Mi parea che te l'avessi detto...

Eumene
Ingrato!

Ascanio
Che vuoi, caro! Errori ...

Eumene
Manco male, ti vergogni!

Ascanio
Eh sì!
So purtroppo ch'è ridicolo...

Eumene
Ma pure...

Ascanio
Eh, stando qui,
in un piccolo paese, non c'è modo, non c'è luogo
da spassarci a nostro genio. Convien pur piegarsi al giogo:
con che cuore, tu lo vedi.

Eumene
Me lo dici adesso!

Ascanio
In prima,
ti confesso, per timore di scader ne la tua stima...

Eumene
Stavi zitto?

Ascanio
Siamo amici da sí poco...

Eumene
Poverino!
Dimmi, è ricca almeno, è bella la tua sposa?

Ascanio
Un fiorellino:
questo sí. Lo dicon tutti ch'è la rosa del paese.

Eumene
Vecchia immagine!

Ascanio
E in Atene come dite?

Eumene
Solo un mese
durar sogliono le rose. Noi diciamo: bella spina.

Ascanio
Ah, già... bravi!... Oh, guarda: ho fatto coniar la medaglina
per le nozze. Te la mostro. Mi dirai se veramente
non è bella la mia sposa.
(Gli mostra la medaglina.)

Eumene (la guarda, si turba vivamente)
Questa?

Ascanio
Ebben?

Eumene
Strano!

Ascanio
Che?

Eumene
Niente...
Somiglianze! La tua sposa, dimmi, è bruna o bionda?

 

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Ascanio
Bruna, di capelli.

Eumene
E in volto rosea?

Ascanio
Rosea come esce la Luna
su dai colli...

Inizio pagina

 

Eumene
Lascia! E... snella?

Ascanio
Snella, snella come cerva.

Eumene
Occhi glauchi, intensi, accesi?

Ascanio
Bravo! Gli occhi di Minerva.

Eumene
Dunque...

Ascanio
Dunque?

Eumene
Nulla... E, dimmi: Di recente in Grecia...

Ascanio
Sí,
ella è stata in Grecia.

Eumene
Ah, è lei! proprio lei!

Agatone
Lei?

Ascanio
Lei? ... ma chi?

Eumene
L'ho veduta... Era col padre?

Ascanio
Sí, per compere in Atene
sono andati insieme. E tu l'hai veduta, dunque? Ebbene?

Eumene
Niente... L'ho veduta: è bella: m'è piaciuta e... teco or molto
mi congratulo. Ammirato meco han tanti il dolce volto
de la tua fanciulla.

Ascanio
Ah sí? In... in Atene? Ne son lieto,
ne son lieto ...

Eumene
Oggi la sposi?

Ascanio
Se Scamandro non ha il greto
proprio asciutto. Con permesso, vo a vedere. Vieni?

Eumene
No.
Va' tu solo; aspetto.

Ascanio
Il posto scelgo e torno. Attendi un po'.
Ascanio s'allontana e scompare tra gli alberi della riva.
Eumene allora si copre il volto con le mani.

Agatone
Per Ercole! Padrone, che t'avviene?

Eumene
Agatone, Agatone, son perduto!

Agatone
Sú, sú...

Eumene
Colei che per le vie d'Atene
vidi, or son pochi dí, per cui venuto
son qua, schiavo...

Agatone
Sta, zitto... S'egli viene!

Eumene
Or che farò? Chi potrà darmi aiuto?
Ella va sposa... oggi, tra poco, sposa
a quel melenso...

Agatone
Condizion penosa,
capisco ...

Eumene
Che farò? Di' ...

Agatone
Nessun lume
darti potrei...

Eumene
Ora, tra poco, qua,
su queste rive a offrir, com'è costume,
se stessa allo Scamandro ella verrà...

Agatone
Padrone, io penso, se tu fossi il fiume!

Eumene
Zitto! Che idea!
(Sta un po' a pensare, poi dice precipitosamente)
Sí... va', corri in città,
da un orefice: compra il piú gentile,
il piú ricco, il piú splendido monile,
e portamelo qua... Corri, sú!

Agatone
Ho l'ali!

Eumene (richiamandolo)
Senti, aspetta... Tentiamo un'altra prova...
Portami insieme...

Agatone
Filtri? cordiali?

Eumene
No! Frutta ... fiori ...

Agatone
Fiori? E se ne trova?
Non mi par piú stagione ...

Eumene
Fiori, quali
che siano, pur che siano, anche di nuova
specie!

Agatone
Finti?

Eumene
Anche finti: non m'importa!
ed anfore di latte in una sporta:
tre anfore... Hai capito?

Agatone
No, padrone.

Eumene
Tre anfore di latte!

Agatone
Udito ho sí,
non ho capito.

Eumene
Scappa via, buffone!
Pria che scenda il corteo t'aspetto qui.
(Agatone via di corsa, sú per il ciglio — Poco dopo si ripresenta di tra gli alberi Ascanio.)

Ascanio
Fatto.

Eumene
Che hai fatto?

Ascanio
Attenta ispezione.
Il fiume scorre, appena appena, lì,
tra i cespugli riarsi. Poco male,
pur che il rito si compia.

 

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Eumene
Originale
davver codesto rito ...

Ascanio
Tirannia
stupida dei costumi.

Eumene
Eh no, mi pare
anzi leggiadro assai.

Ascanio
Ah sí? Che sia
leggiadro, infatti, non si può negare.

Eumene
Forse non penserei cosí se mia
fosse la sposa.

Ascanio
Perché no?

Eumene
Ma stare
ad aspettar lassú, ch'ella, nascosta,
prima si bagni... E dimmi: su la costa
non sta a guardia qualcuno?

Ascanio
A tutti è sacro
il rito, e nessun mai, ligio al costume,
si attenterebbe questo simulacro
di nozze della vergine col fiume
di profanar, spiandone il lavacro.
La vergine va sola, e solo il lume
de le stelle la guarda. Andiamo, sú,
a dar l'annunzio alla sposina.

Eumene
Tu:
che vuoi che venga a farci io?

Ascanio
Ti presento.

Eumene
No no... ti pare? In cosí mal'arnese...

Ascanio
Che dici mai! Tu esempio, tu portento
d'eleganza, tu sole del paese...
Suvvia, suvvia: non mi farai scontento:
ho contato su te.

Eumene
Troppo cortese:
ma non posso accettare. È stabilito
proprio che tu debba morir marito
quest'oggi?

Ascanio (sospirando)
Eh sí, purtroppo!

Eumene
Differire
non potresti d'un giorno?

Ascanio
Eumene, Eumene,
si tratta, com'hai detto, di morire:
la morte non aspetta, lo sai bene.

Eumene
Gli è che sarei contento di venire
a fare ossequio alla sposina.

Ascanio
Ebbene,
vieni, dunque!

Eumene
Cosí no, ti ripeto.

Ascanio
Perché? no? Vieni, sú! Ne sarei lieto,
piú che non pensi.

Eumene
Senza un dono... senza
un fiore... No no, via! Verrò, se mai,
dopo.

Ascanio
Ma sarà dono la presenza
tua: che importa? Venendo, ci farai
il miglior dono.

Eumene
Grazie, no.

Ascanio
Pazienza!
Ma verrai dopo, almeno?

Eumene
Te ne vai?

Ascanio
Eh, se tu ti rifiuti ...

Eumene
Amico mio,
povero amico, tu mi strazii!

AscanioIo?

Eumene
Io
ti vedo andar, come al supplizio. Modo
di salvarti non c'è? Se tu non l'ami...

Ascanio
Io ... veramente ...

Eumene
Ma lo so! E ti lodo.
Amar chi può la sua catena? Gli ami
non ama il pesce, né la fune e il chiodo
l'impiccato.

Ascanio
Hai ragione.

Eumene
E dimmi, brami
ch'io cerchi modo di salvarti?

Ascanio
No,
è inutile pensarci! Non si può.
Troppo tardi per sciogliere l'impegno.
Pensa che sono atteso... Anzi, ho paura
ch'ella...

Eumene
Già soffra del ritardo? Segno
che t'ama ...

Ascanio
Poverina ...

Eumene
Che sciagura!
E tu no!

Ascanio
Ma... è bellina... mi rassegno.
Di farmi lieto è poi cosí sicura...
Andiamo, andiamo.

Eumene
Io resto. Avrei piacere,
ora che mi ci trovo, di vedere
queste rive. Il mio servo è su in città:
s'egli fa a tempo, noi ci rivedremo
quando tu con la sposa verrai qua.

Ascanio
Non mancherai. Vo sú di fretta. Temo
che sia già tardi.

Eumene
Ben t'avvenga! Va'.
(Ascanio, via, sú per il ciglio)

Eumene (fra sé)
Va', melenso! va', stupido! va', scemo!
Tu non avrai quella fanciulla, no!
Non son piú io se non ti punirò!
(S'interna tra gli alberi della riva.)

 

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