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DONDOLIO
Dalla branda, sospesa tra due rami
d’un denso antico olivo saraceno,
gli ultimi ascolto tenui richiami
degli uccelli e il frinire assiduo duro
dei grilli, tra le stoppie, nel sereno
crepuscolo morente. Or sí or no,
nel lento moto, gli occhi mi punge, tra il fogliame
oscuro,
lo sfavillio d’un piccolo remoto
astro ch’io non vedrò forse mai piú, tra tanti altri
perduto.
E mentre mi spauro alle plaghe pensando ultime, donde
la luce di quel mondo a me proviene,
ecco, una fogliolina me l’asconde;
mi scosto, e un’altra volta lo saluto. |