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AL LAGO
Chi penserebbe qui, lago, rotonda
conca tranquilla, in cui dal chiaro e piano
suo sonno mai non si ridesta l’onda,
che atroce bocca d’orrido vulcano
tu fosti un tempo? Alta, boscosa sponda
or ti ricinge e nel lucente vano
la capovolta immagine sprofonda,
cupa, smaltata, e il borghicciuol soprano.
Limpido in mezzo ti s’ncurva il cielo.
Lustreggiar qualche nuvola raminga
forse ti vede e, curiosa, intenta,
zeffiro prega che su te la spinga;
lieve si specchia, via dilegua lenta,
come fantasma avvolto in bianco velo. |