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Elegie Renane (1889 -1890)

 

SECONDO L’EDIZIONE DEL 1895


 

 

XV

 

Aprite i labbri a un riso che schiuda dell’anima al sole

la via, fanciulle: amore ritorna e primavera.

 

Coi sogni foschi a torme la nebbia ch’eterna credei,

ecco, le rive amene lascia del Reno, o belle.

 

Aura serena i fiori dal gelido sonno richiama,

rompe dal gonfio suolo gemmea la vita e odora.

 

Tale da l’aspra notte di turgida èra febbrile

ruppe fremente un maggio d’anime nuove al sole.

 

Voi di Soavia verde, voi ben lo sapeste, o contrade,

e tu lieta, ospitale Turingia, nei conviti.

 

Udite, o belle; forse quest’aura gentile che i volti

viene a sfiorarvi, udite, mormora versi ancora:

 

se di Gualtiero udite la balda canzone ella rechi

o di Conrado il canto d’amore e d’avventura.

 

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Poesie

1895 - 1896

ELEGIE RENANE

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