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IV
Pende dall’alto tetto, commessa a tre fili di rame,
una gran lampa in forma d’enorme teschio verde.
Johanna, la fanciulla, ne ha quasi paura, le notti;
Martha, la madre, ha caro l’ereditato arnese.
Quando abbracciate entrambe mi vengono innanzi ridendo
una del teschio il riso, l’altra per gli occhi amore;
par quasi il tronco quella d’un’arida quercia scolpito,
un esil ramo questa d’edera flessuosa.
Qui, nella casa antica, cui cinge l’inverno, da questo
desolato silenzio rinascerà l’amore?
Fate, gravi memorie de’ miei morti amori, che un nuovo
pallido fior non nasca tra queste nebbie. Fate
che in questa casa il pianto non semini io dopo. Tiranno
di tutti i sogni miei non sarà mai l’amore.
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