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Pasqua di Gea - 1890

 

 

XIII


Se non si rinnovella
l’età, come la terra,
pur tra la bella festa
dei fiori, a primavera,
di nuove voglie in petto
il cuor ci si ridesta,
e scoppia da le vene
de l’anima l’ebbrezza.

Cinta di fior la testa,
tra una gioconda schiera
di giovini e dicace,
su un somarello viene
la tremula Vecchiezza.
«Piglia d’ogni or fugace
quanto piú sai diletto!»
a questo e a quello dice
ridendo in mezzo ai fiori
che a dosso ognun le getta,
e il somarello affretta
confuso tra i clamori.

Prima che il tempo volga,
o giovini, si colga
il fior, che vivo odora.
Prima che muta e spoglia
a dormir sonni tristi
la terra si ritorni,
e il nostro capo incalvi;
tessiamoci ghirlanda
ai vivi fior commisti.
Chi può, sua nave salvi,
mentre dei belli giorni
spira propizia l’ôra,
e prona a nostra voglia
l’onda si mostra e blanda

 

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