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Pasqua di Gea - 1890

 

 

I


Ferma su queste carte
perenne un raggio, o Sole;
a te rapito ha l’Arte,
la fiamma avvivatrice,
con cui compone e dice
l’eterne sue parole.
La Pasqua alma di Gea,
di Gea, unica Dea,
agli uomini risorta,
la Primavera io canto;
or che nei petti umani
la vana fede è morta
ne l’ideale estremo
poggiato su ‘l dimani
del nostro dí supremo.
Sgorga di nuova foce
la voce armonïosa;
una lontana voce,
limpida luminosa
mi chiama e mi conduce.
Udite, o Belle, il canto
tessuto sotto il Sole,
onde le mie parole
son parole di luce.

 

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Poesie

1890

PASQUA DI GEA

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