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- Queste due
liriche furono pubblicate nella Nuova Antologia del 1°
Gennaio 1934,a cura di Corrado Alvaro,
col titolo
Improvvisi e con l ’indicazione delle date
approssimative: 1932-1933.
Furono
ristampate dopo la morte dell ’Autore nell ’Almanacco
letterario 1938, Milano, Bompiani
IMPROVVISI
I
Chi dice che il
tempo passa?
Passa il tempo
che non è nulla.
Io ti vedo, Maria
Lembo,
come tu eri da
fanciulla,
col tuo abito
nuovo di faglia,
a righine bianche
e blu;
sotto l ’ali e le
ghirlande
di quel tuo
grande cappello di paglia,
vedi, il tempo
non passa piú.
M ’hanno detto
che sei morta;
ma eri vecchia e
poco importa;
sono anch ’io
vecchio, Maria,
ma ora son
giovine con te,
al Casino
Valadier,
sulla terrazza
che guarda Roma;
vuoi sapere dov
’è Tordinona,
Tordinona che piú
non c ’è:
eccola, dico, non
temere
che la zia ti
veda con me.
II
Vivo del sogno di
un ’ombra nell ’acqua:
ombra di rame
verdi, di case
giú capovolte, e
di nuovo nuvole.., e tremola
tutto: lo spigolo
bianco d ’un muro
nel cielo azzurro
abbagliante, una corda
che l
’attraversa, un fanale e il tronco
nero d ’un
albero, tagliato a mezzo
un foglio giallo
di carta che
galleggia...
Ombra nell ’acqua
- liquida città...
luminoso tremore,
vastità
il cielo chiaro,
verde verde verde
di foglie — tutto
par che vada e sta
e vive e non lo
sa;
non lo sa l
’acqua, non lo sanno gli alberi,
non lo sa il
cielo né le case... Solo
un pover’uomo lo
sa, che va
lungo l ’argine
triste
del canale.
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