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- Da La
Riviera Ligure, Aprile 1909, n. 28
SOGNO EROICO
Sopra una rozza
gravida, deforme
lungo magro
spelato il capitano
movea, seguito da
accorrenti torme
d ’eroi pensosi,
per un verde piano.
Chi sul lanuto
dosso saltellava
d ’una pecora
zoppa; chi su i fianchi
d ’una vecchia
asinella ancora brava;
gli eroi piú
bassi e della corsa stanchi
venian dietro su
cani che per via
avean raccolti,
alla ventura spersi.
Su un orso quindi
il rapsodo venia
con sotto il
braccio un rotolo di versi.
A ora a ora il
calvo capitano
volgea la testa
all ’infinita schiera,
e dagli occhi
severi al piú lontano
saettava l
’audacia sua guerriera.
Al fiero sguardo
rispondeano tosto,
con belati e
guaiti e ragli e gridi
bestie ed eroi,
ciascuno al proprio posto,
pronti alla pugna
ed al comando fidi.
Or a uno stormo
di fanciulle erranti
pel verde piano s
’abbattean gli eroi.
N ’avean sorrisi,
applausi festanti,
pioggia fitta di
fior su i petti; poi
una fra loro, la
piú bella, al duce
chiedea: - “Per
chi si muove oggi a cimento?
Fa caldo: stian
con noi!” - La guardò truce
l ’eroe, serio
ruggí: - Trieste e Trento! –
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