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Poesie sparse (1890-1933)

 


 

 

 - Da La Riviera Ligure, Febbraio 1904, n. 57.

 

TENUI LUCI IMPROVVISE

 

1. CROLLO

Rido se vedo un bimbo che la mano

schiuda nel vuoto,

credendo di posarvi un qualche oggetto;

non rido piú se noto

che a me pur similmente accade

che nel vano del tempo crolli ogni desio nascente,

ogni nascente affetto.

 

2. PER VIA

— Lascia... Che importa?

— No: resta! lo voglio!

Sempre cosí, sempre in me questa guerra

tra l ’Anima, del ciel figlia, e l ’Orgoglio,

insolente monello della terra.

 

3. GIRO TONDO

Le pagliuzze, i relitti della via,

esposti alla mercé di chi cammina,

hanno anch ’essi nel mondo

il lor breve momento d ’allegria:

viene un soffio di vento e li mulina;

pajon bambini che fan girotondo.

 

4. TRAMONTO

— Di foco all ’orizzonte il ciel si fascia,

lento al tramonto il sole si riduce.

O tu che del mister sforzi le porte,

guarda! Di qua le tenebre egli lascia,

reca di là d ’un nuovo dí la luce.

Ebben, chi sa? forse cosí la morte.

 

5. CHE FAI?

Batte nel cuor di tutti una campana;

ma della vita nel vario frastuono

il dolce suono

nessun ne ascolta.

Pure, talvolta,

d ’un tratto giunge a noi come un ’arcana

voce profonda, non udita mai.

È la lontana

chiesetta antica dell ’abbandonata

nostra città... — «Ave Maria... Ave Maria...» — Che fai,

anima sconsolata?

Lagrime amare ha chi pregar non sa...

 

6. METAMORFOSI

— Vuoi darmi la manina? Ti ci metto

un bacio. Or serra il pugno, stretto stretto;

lesta, scappa se no! —

La bambina, stupita, il pugno strinse

e il bacio, dentro, vivo, ci sentia.

Si rinchioccí presso la mamma. Illusa

e intenta, finché il sonno non la vinse,

mi guardò, mi guardò,

tenendo al petto la manina chiusa.

Nel sogno, un uccellin ne volò via.

 

7. ALTALENA ABBANDONATA

Legati ancora, qui, da quell ’anno

questi due vecchi alberi stanno:

il vento passa,

agita appena

la fune lassa

dell ’altalena...

Alle volate, or questo ramo

or l ’altro dava un cigolio.

Noi ridevamo.

Poveri vecchi! al folle brio

di noi bambini,

tristi piegavansi, ma rassegnati.

— «Guarda oh, che gli alberi

ci fanno inchini!»

Li beffavamo,

noi brutti ingrati...

 

8. DORMIVEGLIA

Giorni oscuri, giorni stanchi!

tace l ’anima, stupita

nella doglia

che le viene dalla vita;

non sa piú quel che si voglia,

non sa piú quel che le manchi.

Rotte, fievoli parole

alla bocca, non pensate, vengon sole;

ed è il corpo non curato,

senza requie torturato,

che si duole.

Quante volte, quante volte udii cosí,

trasalendo, sospirare

nelle insonni notti enormi

le mie labbra aride amare:

Meglio, sí,

meglio assai morir; ma dormi,

ora dormi.

 

9. SORPRESA

Mi parea, sú da quei greppi scoscesi,

che fosser pannilini di bucato,

gli arredi, forse, d ’un bambino, stesi

su questo verde tenero del prato.

Lapidi! Un cimitero abbandonato...

 

10. INCONTRO

E ancor cammino,

senza destino:

non son vicino

e né lontan.

— Buona sera, mi t ’inchino.

Sono la Morte e ti porgo la man.

 

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Poesie

1890 - 1933

Poesie Sparse

da 

1.LA MASCHERA

2.SONETTI

3.LA FUNE

4.PIANTO DI ROMA

5.CANZONE DI FOLCHETTO DA MARSIGLIA

6.I SALTIMBANCHI

7.IL GLOBO

8.AI LONTANI

9.ANDANDO

10.LIETA

11.AMOR SINCERO

12.MARIANDIN GOGÒ

13.NOTTE INSONNE

14.LA VIA

15.ALBA

16.ESAME

17.APPRODO

18.TORNA, GESÚ!

19.PER LA PROSSIMA ESTATE

20.LAGO Dl LUGANO

21.ESAME

22.L ’INVITO

23.L ’ABBANDONO

24.SINFONIA RURALE

25.L ’ASCENSIONE

26.PIANTO DEL TEVERE

27.BRAVI VECCHIETTI

28.PRIMO RINTOCCO

29.CARGIORE

30.ALL ’ASTA

31.GLI OCCHIALI

32.ESAME

33.PRELUDIO

34.INVITO

35.EPIGRAMMA

36.TENUI LUCI IMPROVVISE

37.SOGNO EROICO

38.LA MÈTA

39.ESAME

40.Il COMPITO

41.CONVERSANDO

42.CONVERSANDO

43.SVEGLIA

44.SETTEMBRE

45.RITORNO

46.SENZA TITOLO

47.L ’ULTIMO CAFFÈ

48.IMPROVVISI

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1912

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