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- Da La
Riviera Ligure, Febbraio 1904, n. 57
ALL ’ASTA
Sú dal
palchetto in fondo alza il martello
il perito,
gridando: — «Trenta lire,
lo sgabello.
Chi ha da
dire?
Poi passerem,
signori, al pianoforte.
Lo sgabello,
trenta lire».
—
Nessun
risponde, e il bando suo piú forte
grida il
perito. — «Il Pleyel a piú tardi,
signori. Ora
si vende lo sgabello.» —
E provoca col
gesto
o con furtivi
ammiccamenti or questo
ora quel
compratore. Ma gli sguardi
sono rivolti
al Pleyel. Una dama,
scoprendo la
tastiera, vi fa scorrere
le dita
agevolmente.
Come in me
desta un brivido,
di molti altri
quel suon forse alla mente
la vision di
te, cara, richiama,
quando, seduta
qui su lo sgabello
che comprator
non trova,
pallida, gli
occhi grandi intensi accesi,
tenevi su le
note del divino
Beethoven
tanti e tanti
cuori col tuo
sospesi,
col tuo
vibranti.
Oh se almeno
nell ’ umil salottino
della tua casa
nuova
io, ne ’ fasti
da te non mai curato,
potessi, ora,
ignorato,
rimandar
questo a te caro strumento!
Con quest
’unico intento
me ne sto qui,
non so piú da quant ’ore,
angosciato,
fremente
d ’ira, di
sdegno
per questa
ricca ed altezzosa gente
che s ’è data
convegno,
stormo di
gazze, qui, su la ricchezza
che piú non t
’appartiene...
— «Numero 115»
— il perito
grida alla
fine: — «Pleyel quasi intatto!
Guardino bene:
media
lunghezza,
docile al
tatto...
Certo l
’estimatore
non mancherà.
Prezzo
prestabilito:
mille trecento
lire.
Oh, salirà!
Può a tutti
convenire:
è davvero un
magnifico strumento.
Per mille e
quattrocento
sta a lei,
signore.
Subito, chi ha
da dire?
Davver l
’oggetto merita contesa.
Per mille e
settecento a lei, signora...
Or ora,
ecco, dice due
mila la Marchesa:
sta bene.
Due mila e
cento... e duecento.
Non dice piú
nulla, lei, signore?» —
mi domanda il
perito.
Piú nulla...
Addio, bel sogno mio svanito.
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