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LA VIA
Provar per ogni via
come la nostra vita a
caso sia.
I
Mi trovo qui
per caso, di passaggio.
Vi starò
quanto men vi potrò stare.
Non che m
’annoj, tutt ’altro! Anzi il viaggio
m ’ha
divertito. Ma è pur forza andare.
Dormia,
venendo, io dico, e che perciò
che modo per
venire e che via tenni
e donde sia
venuto ora non so.
Ma poco
importa: da una parte venni.
Dove andrò?
Non lo so... Ahi, neppur questo!
Ma poco
importa: andrò dove che sia.
Quel che piú
val è che si faccia presto:
guardarsi
attorno, e scegliersi una via.
II
Facile a dire,
scegliersi una via!
Di vie, ce ne
son tante qui. Però
quale sarà la
mia?
E come farmi
un qualche itinerario,
se finora non
so
perché venni,
onde venni, dove andrò?
Son cose che
si sanno d ’ordinario,
quando per un
viaggio ci s ’avvia.
III
Mettiti a
camminare,
va’ dove il
piè ti porta,
piglia la via
piú corta
e piú non
dimandare.
Andar dove che
sia,
nel dubbio
della sorte,
andar verso la
morte
per un’ignota
via:
ecco il
destino. E dunque
fa’ quel che
far si deve.
Procura che
sia breve.
Tanto, è lo
stesso ovunque.
IV
Concepito ho
il grave dubbio,
ch ’ io sia
solo a non capire
la mia sorte
in mezzo agli uomini...
Certa gente fa
stupire!
Non può
credersi, guardandola,
che non sia
convinta a pieno,
che bisogna
restar bestie
per tirare in
pace, almeno...
Io mi perdo in
vuote indagini
e dimentico la
via...
Che la stoffa
in me, Dio liberi,
d ’un filosofo
ci sia?
V
Vuoi tu ch ’io
venga teco ove tu vai?
Triste andar
soli, estranei, senza mèta...
Il tempo,
innanzi a me, non si concreta
in un desio
che i piè mi muova. Andai
finora invan;
vuoi tu ch ’io venga teco?
vuoi tu ch ’io
segua un tratto il tuo cammino?
tu l ’arbitra
sarai del mio destino.
io ti verrò
dappresso come un cieco.
Oh amore, oh
dolce errore! Al mesto invito,
mi porse ella
una man, senza far motto.
Di qua, di là
la Bella m ’ha condotto.
poi m ’ha
lasciato, ed io mi son smarrito...
VI
Smarrito,
smarrito... A guardare
mi sto la
gente che viene e che va.
Trascinami l
’onda, e a virare
di qua mi
passa, perplesso, e di là.
Ma par che
ognuno sicuro se ’n vada
ad una meta
sicura laggiú...
Vi sono forse
lí in fondo a la strada?
E ci si va per
non sorger mai piú?
VII
Ora ho chiesto
a piú d ’un savio
pe ‘l mio mal
qualche consiglio.
M ’intronarono
di chiacchiere
molti, ed un
mi disse: “Figlio,
che ho da
dirti? È bene fingerci
qualche cosa
innanzi a noi
che ci faccia
andar, fantasima
o fantoccio, è
uguale! E poi....
poi
raggiungerlo. È ne l ’ansia
del
raggiungere la vita.
Ché il
fantoccio cangia immagine
spesso, appena
è tra le dita".
VIII
Chi sa, forse
per di là
potrò giungere
alla fine;
o di qua,
forse... chi sa!
Quanti sassi,
quante spine,
quanti fanno
al par di me!
Ci arrestiamo
a mezza via,
non sappiam
bene perché,
nel timore che
non sia
la via giusta:
e mai cosí
a destin non
si perviene,
camminando
notte e dí
il perché non
si sa bene;
ma è cosí...
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