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CANZONE DI
FOLCHETTO DA MARSIGLIA
FRAMMENTO
E pur cantando m
’avvien di pensare
quel che m
’ingegno cantando obliare;
e per ciò canto,
che scordi il dolore
e il mal d’amore;
ma ahimè, piú
canto e piú me ne sovviene,
però che al labro
null ’altro mi viene
che suon di pene;
ond ’è, guardate,
il vero, ed appar bene,
ch ’io porto, o
Donna, in cor l ’effigie vostra,
la qual gastiga
mia ragione e prostra.
Ma già che amor
mi vuol tanto onorare,
ch ’entro del
core mi fa voi portare,
di grazia, me ’l
guardate da l ’ardore:
che ben maggiore
di voi timor, che
non di me mi tiene.
Pensate, o Donna,
il mio cor vi contiene,
se mal gli
avviene,
dentro vi state,
e soffrir vi conviene.
Fate però ciò ch
’util vi si mostra,
guardate il cor
come la casa vostra.
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