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SONETTI
I
ELEVAZIONE
Com ’aquile
avvolgenti a un brullo monte
corone ampie
con l ’ali poderose,
larve di
gloria in torno a la mia fronte
si raccolgon
superbe, e scudo a l ’onte
mi son dei
fati avversi e de l’irose
passïoni
terrene ed altre cose
le virtú
richiamando, accorte e pronte.
Fermo l ’animo
a loro, io vo seguendo
questo acuto
desio che mi conduce
de la ragione
a le piú alte cime.
E con molto
pensier, sereno, ascendo,
che d ’esser
nato la perfetta luce
mi consoli sul
vertice sublime.
II
DEPRESSIONE
Atomo umano,
enorme è la natura.
L ’esser t
’investe e ti trascina. Invano
contenerlo
vorresti: ei non ti cura,
ei va per le
sue vie, atomo umano.
Io piú sitir
non vo ’ la sorte oscura
de l
’avvenire: come un uragano
nel passato ei
rovesciasi e s ’oscura,
tutto vorando
l ’esser nostro vano.
Spengonsi a
lento ormai nei polsi bassi,
e nel cervel,
cui fanno assedio i dubî,
le fantastiche
febri del desio.
Atomo umano,
guarda in ciel le nubi:
estraneo a
tutto sei, estraneo passi.
Scenda pei
sogni miei, scenda l ’oblio.
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