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Mal Giocondo - 1889

 

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XIII

 

Giacea su ‘l virginal letto la pia:
le amiche inginocchiate in torno al letto
teneano un giglio in mano, e il buon Baldia,
vescovo dotto, orava. Al sacro detto
rispondea la giacente: «Cosí sia»
con le braccia incrociate sopra il petto.
Poi l’ostia santa ricevette, e al piede
e al fronte il bacio estremo della fede.

Ma ne la stanza irruppe in quel momento
un giovin fiero. Ella rizzossi, tese
le braccia, e al sen d’un forte abbracciamento,
l’avvinse stretto: «T’ho aspettato un mese!»
E stretto il tenne, e al ciel lieta mostrava
la bianca fronte, ed un sorriso pieno
d’alta beatitudine, e tremava,
poi ch’egli le sue lagrime su ‘l seno
purissimo coi baci le asciugava;
ma, cerea, a tanto ardore venia meno,
quasi da i baci suggersi la vita
dolcemente sentisse, illanguidita.

Quando da i suoi capelli a poco a poco
il giovine sentí sciorre le mani,
e del seno sentí spento ogni foco,
levossi e disse: «Attendimi dimani.»

 

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