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X
Andiamo
altrove. Qui, tra queste mura
(d’altri qui fosti non amata sposa:
sanguina il cuore sotto la gravosa
oppression de la memoria oscura)
come in angusto vaso albero a forza
costretto perde il natural rigoglio,
né foglia mette né caccia germoglio,
e impietra sotto la cinerea scorza;
cosí tra queste mura dolorose
racchiuso langue e a poco a poco manca
il grande amor ch’a te mi lega e franca
piú non ti dice l’anima le cose.
Altrove andiam: Qual nugolo sonoro
di fini insetti, le memorie incerte
sento gridar per le stanze diserte,
in questa calma che non è di pace.
Echi irrisori, o sia che tu mi parli
dolci d’amor parole, o che mi baci,
in torno a noi risvegliansi. Deh, taci,
altro mezzo non è per acchetarli.
«A te, l’eco m’insinua, ella ripete
ciò che ad altri già disse, al tempo amico,
cosi com’io sue parole or ridico:
Qui non avrete mai pace e quïete.»
Andiamo, andiamo altrove: Sotto il sole
son tetti a mille, ove non sdegna il nido
appendere la rondine. Piú fido
uno ci accoglierà, come amor vuole.
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