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VIII
Saturno, la
tua favola crudele
spietatamente il secolo rinnova,
e noi, suoi figli (latte no, ma fiele
sugger ci dette giā ne letā nova,
genitrice di vittime, Cibele)
nati a la morte senza lardua prova
de la vita, che pur triste innamora,
noi, suoi figli, non sazio mai, divora.
Di sua man cadde un regno, e le rovine
or gli son trono, e chiede a la consorte
vittime ancora. O tu, Cibele, al fine
un novo scampa ultor Giove a la morte.
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