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XVI
Su ‘l piano, a la furia del vento,
la triste de l’erbe onda verde,
s’atterra, d’angoscia un lamento
soffiando, che serpe e si perde.
Ne l’aria commossa è uno strazio:
Se stessa in sé lacera e fugge,
divora, impazzata, lo spazio,
e abbatte ogni ostacolo e rugge.
In vano, nel ciel tenebroso,
di luce un sospiro e di pace
suade co ‘l vespro al riposo:
Non l’ira del tempo si tace.
Ne l’aria è uno spasimo atroce:
Lontan, là giú, in fondo, lontano,
in preda al gran vento una voce
s’allunga in un gemito vano.
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