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VI
Sento ne l’amarezza quanto la vita vale:
Ch’io non ti giunga mai, mio superbo ideale!
Soffrir, lottare io voglio:
Naufrago, in mezzo il mare,
veder lungi uno scoglio,
e nuotare... e nuotare.
Beni non ha la terra che una volta goduti
ai nostri occhi non pajano già d’ogni pregio muti.
Dato non sia fruire
di ciò che il cuore adora:
«Fammi, o donna, soffrire,
e t’amerò lung’ora».
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