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II
Quasi sottil ferita rilucente,
nel cerulo, il postremo arco lunare,
ai primi e freschi albori d’orïente,
trema e qual bianco cirro in lui dispare.
Pia madre in tanto di novella aulente
prole, la Terra, al bacio salutare
si rivolge del sole, e lo presente
de l’erbe in fiore al vasto palpitare.
De lo stabbio, a una voce, il fitto gregge
belando rompe la custodia, e sbranca;
ma il pastore con l’asta lo corregge,
mentre il suo cane gli arguti occhi punta
su una trillante lodoletta franca,
ferma su l’ale innanzi al sol che spunta.
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