Il rapporto di odio-amore nei confronti della cugina si rivela in un altro
componimento compreso in Mal giocondo, nel quale Lina appare nelle vesti di "Alcina
fata crudel e diversa" che gli sorride da lontano. Alcina è una maga presente in
una delle più importanti opere del Rinascimento italiano, il poema cavalleresco
intitolato Orlando furioso, di cui è autore Ludovico Ariosto. Alcina nel poema
ariostesco appare una donna bellissima, ma solo per virtù di magia, dal momento
che quando la magia svanisce, Alcina appare vecchia e brutta. Inoltre, quando la
maga si stancava dei suoi amanti, come l'antica Circe, li trasformava in sterpi,
piante ed alberelli. Per questo Pirandello può concludere il suo componimento
con questi versi:
Perché sì bella e pur sì trista sei,
dimmi, dolce amor mio, dimmi perché...
[…]
Vecchia sei tu, ma celami
essenza tua con vista giovanil,
come la vecchia Terra a primavera
le rughe cela coi fiori d'april.
Quando una notte di te avrò goduto,
un sterpo fammi, e non trarmi mai più.
Io ti dirò, co 'l mio miglior saluto
"Come sei brutta, o bella Alcina, tu..."
Come si può rilevare, i versi sviluppano i contrasti: "bella" - "trista",
"vecchia" - "giovane", "brutta" - "bella".
Altre tematiche di Mal giocondo
Nella raccolta di Mal giocondo non sono rappresentate soltanto le situazioni
contrastanti di un amore difficile nei confronti della cugina Lina: compaiono
anche temi ispirati a una polemica politica e sociale nei confronti dei costumi,
delle abitudini, dei comportamenti collettivi che Pirandello aveva osservato nel
suo primo soggiorno a Roma. Soprattutto si rivelava la sfiducia del giovane
Pirandello verso le classi dirigenti da lui ritenute del tutto incapaci di
realizzare il sogno di Giuseppe Mazzini, uno dei profeti del Risorgimento
italiano, cioè di un movimento politico e ideale che era stato alla base
dell'unità d'Italia e aveva indicato nella città di Roma la capitale del nuovo
regno (1870). A proposito della città di Roma, è utile richiamare l'attenzione
su di un componimento poetico che si concentra sullo spettacolo della folla,
spettacolo peculiare della letteratura moderna, e descritto da autori importanti
come Edgar Allan Poe (per la città di Londra nell'Ottocento) o da Baudelaire
(per la città di Parigi). Pure Pirandello descrive dunque lo spettacolo della
folla nella città di Roma:
Ecco la folla. Chierici e beoni,
giovani e vecchi, femine ed ostieri,
soldati, rivenduglioli, accattoni,
voi nati d'ozio e di lascivia
[...]
bottegaj, vetturini, gazzettiei,
voi vagheggini, anzi stoffe ambulanti,
donne vendute da l'incedere franco
goffe nutrici, e voi dame eleganti,
quale strano spettacolo a lo stanto
di rimirar, non sazio, occhio offerite
così male accozzate in largo branco.
Oh viaggio curioso de le vite
sciocche d'innumerabili mortali!
Oh per le vie de le città spedite,
che retata di drammi originali!
In un passaggio testuale di una lettera autobiografica redatta per un giornale,
precisamente a proposito della sua prima raccolta poetica, Pirandello aveva modo
di svolgere alcune importanti osservazioni:
Il mio primo libro fu una raccolta di versi, Mal giocondo, pubblicata prima
della mia partenza per la Germania. Lo noto, perché han voluto dire che il mio
umorismo è provenuto dal mio soggiorno in Germania; e non è vero; in quella
prima raccolta di versi più della metà sono del più schietto umorismo, e allora
io non sapevo neppure che cosa fosse l'umorismo.