ShakespeareWeb Italiano    English    Deutsch    Español    Portugues   Sicilianu   E-Mail

Home

Novelle Scritti e Discorsi

La Storia

Romanzi

Intorno Pirandello
La Biografia Teatro Nobel

La Poetica

Poesie

Audiolibri

.: Ricerca -Searching :.

 

In PirandelloWeb

 

 

Mal Giocondo - 1889

 

Intermezzo Lieto

 

 

IV


Tra il cupo verde l’ultime
del vespro fiamme d’oro
l’alpestre bosco incendono.
«Cessi, o genti, il lavoro».

Scende su i pian, benefica
iddia, la Pace a sera,
e par tanto silenzio
un’arcana preghiera

Tinniscono le pendule
campane degli armenti,
che riedono da i pascoli
al noto stabbio, lenti.

Gli uccelli tra i vecchi alberi
tripudiano vivaci,
e il bosco par che s’animi
d’un scoppiettio di baci.

Oh se tu fossi, o tenera
fanciulla, meco. In questa
tranquilla solitudine
d’amor che gioje e festa!

pe i vïali che allungansi
sotto i tigli accoppiati,
in su ‘l languir del vespero
ce n’andremmo abbracciati;

al passar nostro, taciti
su l’alto stelo i fiori
a noi s’inchinerebbero
come servi a signori.

Io ti direi: «le nuvole
guarda, o fanciulla, come
misterïose navigan
pe ‘l chiaro cielo: il nome,

la vanità de gli uomini,
l’ansie le pene il pianto
esse in quest’ora assorbono
sacra a l’amor soltanto;

e tutti ugual ci rendono
su la terra, o fanciulla,
mentre, lievi, si portano
le vanità nel nulla.»

 

Inizio pagina

Poesie

1889

MAL GIOCONDO

Intermezzo lieto

I II III IV
V VI VII VIII

INTRODUZIONE

A L'ELETTA

ROMANZI

ALLEGRE

MOMENTANEE

TRISTE

SOLITARIA

Poesie

da 

INTRODUZIONE

1889

Mal giocondo

1890

Pasqua di Gea

1890-1922

Poemetti

1890- 1933

Poesie sparse

1895-1896

Elegie Renane

1901

Zampogna

1909

Scamandro

1912

Fuori di chiave