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I
Naviga lenta
pe i silenzi arcani
de la tranquilla notte, e l’ampio ascende
arco sidereo la crescente Luna.
Ne la piena letizia del suo lume
beate il corso per l’immenso cielo
seguono ondate nuvolette lievi.
Ma a tanta de le sfere alta quiete
l’infinita de l’acque sottoposta
distesa con fragor vasto risponde;
come al sognato de le genti umane
divino Eliso, ove ogni affetto è muto,
il perpetuo tumulto de la vita.
In vano il ciel su l’Inquïeto eterno
il suo velo purissimo distende,
e tutto, in largo cerchio, lo ricinge:
Non ei s’acqueta; ma la terra muta,
indocil mostro, senza posa batte
e con perenne lamentanza affligge.
Anima umana, e tal sei tu. Perduta
ne l’infinita immensità dei cieli,
su breve terra, inestimabil parte,
t’agiti e fremi, e dei tuoi vani amori
pieno e degli odî tuoi vorresti il mondo,
né mai, che in tanto ciel, pensi, vanisce
del globo, ove ti stai, l’essere inane,
quasi profumi di maligno fiore
che dolorose al cielo apra le foglie.
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