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XII
O del pianeta Giove abitatore,
per cortesia
qua giú disceso a far da professore
d’astronomia,
come par che mortal cosa terrena
voi già non siete:
la vostra lunga chioma nazarena
è da comete,
ma da comete popolate, credo,
che troppo spesso
vi grattate la zucca, e sempre, vedo,
nel punto istesso.
O professor d’astronomia rapito
serenamente
ne la contemplazion de l’infinito,
ponete mente
a ciò che fa la vaga vostra moglie:
la poverina
dicitur che un incomodo vi toglie
e ogni mattina,
mentre che voi studiate pei lunari,
massaja accorta,
in casa le lunar con gli scolari
corna vi porta.
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