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VIII
Poi che Pompea, l’adultera, a le voglie
del giovine, lascive apre le braccia,
i fior di furto maritali coglie
Clodio, e ventura a notte si procaccia,
quando Colui che già fu a Nicomede
moglie fatal, va d’altri amori in caccia.
Dolci vezzi ha Pompea. Nuda concede
gagliardamente tutta la persona,
e vita e onore a un solo bacio cede.
Stolto chi a tanto amor non s’abbandona!
Crispo Sallustio il sa, che nova astuzia
pensa per riamar Fausta, matrona.
Viva l’amor furtivo! In braccio a Muzia,
romani, o a Lollia, o a Postumia, o a Tertulla!
Egli solo non sa, che fine arguzia
o grave stile, in cui, tuonando, culla
in sacro amor di patria, in concïone,
or di Roma in favor spreca per nulla,
urbano seccatore, Cicerone.
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