...la produzione del Pirandello
novelliere ha carattere aperto, con
connotati di vero e proprio
laboratorio per sperimentazioni di
forme narrative. Le novelle hanno
soprattutto rappresentato per
l'autore un banco di prova sul quale
saggiare quei temi portati a piena
maturazione negli altri generi, in
particolare nel teatro. Grazie anche
alla misura ridotta, qui Pirandello
riesce a precisare nel migliore dei
modi il ‘personaggio'.
....il teatro
costituì, in qualche
misura, lo sbocco
naturale dell'arte
pirandelliana. Non
solo perché
all'epoca in cui
Pirandello si dedicò
precipuamente alla
composizione
drammatica, le
novelle contenevano
già un impianto
teatrale fatto di
intensi, quasi
frenetici dialoghi,
ma anche perché
tutto lo sviluppo
della sua tematica
artistica conteneva
un elemento di
teatralità....
Certo
un oggetto può piacere anche per se
stesso, per la diversità delle
sensazioni gradevoli che ci suscita in
una percezione armoniosa; ma ben più
spesso il piacere che un oggetto ci
procura non si trova nell'oggetto per se
medesimo. La fantasia lo abbellisce
cingendolo e quasi irraggiandolo
d'immagini care. Né noi lo percepiamo
più qual esso è, ma
così, quasi animato
dalle immagini che
suscita in noi o che
le nostre abitudini
vi associano.
Nell'oggetto,
insomma, noi amiamo
quel che vi mettiamo
di noi, l'accordo,
l'armonia che
stabiliamo tra esso
e noi, l'anima che
esso acquista per
noi soltanto e che è
formata dai nostri
ricordi.
Pirandello, agli albori della sua carriera, fu anche
poeta. Un poeta che, nonostante fosse solo agli
inizi, lasciava già intravedere chiare tracce non
solo del suo inconfondibile stile,ma soprattutto
della sua particolare visione del mondo e della
natura umana.
Al centro, sia della
concezione
realistico-verista
che di quella del
Decadentismo, e
quindi dell'umorismo
pirandelliano,
troviamo il fatto,
ciò che è accaduto
secondo la volontà o
indipendentemente
dalla volontà dei
protagonisti.
Il 9 novembre 1934 Luigi Pirandello ricevette a Roma
il telegramma con cui gli
si comunicava
l’avvenuta
assegnazione del
Premio Nobel per la
Letteratura. La sua
casa di via Antonio Bosio, fu invasa
quello stesso giorno da giornalisti e fotografi, e
lo scrittore dovette adattarsi a mettersi in posa
curvo sulla macchina da scrivere dove batté su un
foglio una sola ripetuta esclamazione:
«pagliacciate! pagliacciate!…»
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25.07.2010
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