Luigi Pirandello 1867 - 1936

Le opere integrali. Riassunti, analisi, tematiche

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Introduzione (da Opere Letterarie del 900 Italiano)

Analisi (da Italialibri.net)

La struttura dell’opera, il titolo e il motivo del tempo

(da Questioni di forma in "Novelle per un anno" di Alessandro Marini)

 

Indici

Indice Cronologico delle "Raccolte" Novelle per un anno

Indice Alfabetico di tutte le Novelle

Indice Cronologico per data di Prima pubblicazione

 

Approfondimenti nel sito:

Sezione Tematiche

Corrado Alvaro - Prefazione a "Novelle per un anno"

Arcangelo Leone de Castris - Dalla narrativa al teatro: la nascita del personaggio

Dora Marchese - Paesaggi della modernità. Spazio urbano e spazio esistenziale nella novellistica pirandelliana

Alessandro Marini - Questioni di forma in "Novelle per un anno" di Luigi Pirandello: storia, struttura, modelli

 

 

 

 

INTRODUZIONE

 

da Opere Letterarie del 900 Italiano

 

Nel 1922, con il progetto delle Novelle per un anno, Pirandello pose mano alla sistemazione definitiva del vasto patrimonio novellistico accumulato dal 1894, quando aveva pubblicato un primo volume di tre novelle con il titolo Amori senza amore. Erano seguite tredici raccolte: nel 1902 Beffe della morte e della vita e Quand'ero matto; nel 1904 Bianche e nere e Erma bifronte; nel 1910 La vita nuda; nel 1912 Terzetti; nel 1914 Le due maschere; nel 1915 La trappola e Erba del nostro orto; nel 1917 E domani, lunedì...; nel 1918 Un cavallo nella luna; nel 1919 Berecche e la guerra e Il carnevale dei morti.
In un'«Avvertenza» alle Novelle per un anno Pirandello prometteva:

 

«Un novella al giorno, per tutt'un anno, senza che dai giorni, dai mesi o dalle stagioni nessuna abbia tratta la sua qualità».

 

Una promessa mancata perché nel 1936, anno della sua morte, il computo complessivo dei testi rimase ben lontano dalla cifra canonica dei giorni dell'anno. Intento alla produzione teatrale, occupato nell'attività di capocomico del «Teatro d'Arte», nelle tournee e nei lunghi soggiorni all'estero, l'autore poté aggiungere appena trentuno novelle alle duecentodieci già pubblicate, non realizzando il progetto di un corpus di ventiquattro volumi. Ne uscirono infatti solo quindici: i primi tredici, dal 1922 al 1928, furono pubblicati a Firenze; gli ultimi due a Milano negli anni 1934 e 1937.

I volumi, che ricevono il titolo dalla prima novella di ognuno, uscirono in questa sequenza:

 

nel 1922, Scialle nero, La vita nuda, La rallegrata, L'uomo solo;

nel 1923, La mosca, In silenzio;

nel 1924, Tutt'e tre;

nel 1925, Dal naso al cielo, Donna Mimma;

nel 1926, Il vecchio dio;

nel 1928, La giara, Il viaggio, Candelora;

nel 1934, Berecche e la guerra;

nel 1937, postumo, Una giornata;

nel 1938 fu pubblicata un'Appendice di novelle accantonate, successivamente accresciuta.

 

Nel 1922 Pirandello, raccogliendo in «un sol corpo» tutte le novelle fino ad allora edite, sconvolgeva ogni ordine precedente di pubblicazione al punto che, nel primo volume delle Novelle per un anno, inserì per esempio, testi apparsi nell'arco di oltre un ventennio, dal 1894 al 1920.

La critica finora non ha fornito risposte plausibili ai quesiti relativi ai criteri di selezione adottati dall'autore e ai rapporti fra il microtesto delle novelle e il macrotesto dei vari volumi dell'intero corpus. Certo, nel riordinare tutto il patrimonio novellistico, rivisto anche nella lingua, Pirandello intendeva attribuire carattere di atemporalità al suo messaggio letterario e suggerirne una fruizione sincronica, convinto del radicamento ontologico della condizione umana di cui i personaggi sono immutabili «specchi». Se nell'arco temporale dello svolgimento dell'opera pirandelliana non è mutata l'amarezza della visione, la scrittura tuttavia, sensibile al momento culturale, ha inciso sulla fisionomia del personaggio i segni di stagioni diverse, e se prima ne ha calcato i tratti, già marcati dal tardo naturalismo, con una cosmesi espressionistica, poi, nelle ultime novelle, li ha sfumati nei profili labili ed evanescenti suggeriti dal surrealismo. La lettura sincronica dei testi, così come l'autore ha voluto disporli, non evidenzia questi mutamenti di scrittura; bisogna scegliere la linea diacronica della pubblicazione (in mancanza di dati certi relativi all'anno di composizione) per recuperare lo sviluppo degli elementi formali e di contenuto occultati nella progettazione labirintica della raccolta del 1922. Un percorso non agevole, ma che consente di ricomporre anche alcuni tratti autobiografici che l'autore, più che ad altre opere, affidò alle Novelle per un anno.

 


Considerate nell'originaria sequenza temporale di pubblicazione, undici delle prime tredici novelle appaiono così strutturate attorno al tema amoroso, lo stesso che ispira L'esclusa, il romanzo composto nel 1893. Le vicende sentimentali dei personaggi sono umoristicamente «amori senza amore», amori inibiti, frustrati, traditi, brutalizzati dalla gelosia, spezzati, sublimati nella memoria, ma pur sempre voce di inestinguibile ansia di vivere.

Dal 1884 (data di pubblicazione del bozzetto Capannetta), al 1911, cinquantuno novelle su centotrenta sono ancora riconducibili al tema amoroso, ma tra le ultime pubblicate dal 1921 al 1936, in sintonia con l'incrudirsi del pessimismo, ventuno su trentadue risultano dettate dall'angoscia della morte, della malattia e della vecchiaia, dolorosa età in cui, smessi l'amore, la speranza e il desiderio, non è dato di «vedere ancora sopportabile il mondo». La ricerca diacronica dà ancora altri frutti; consente per esempio di ricomporre sette novelle di un polittico, smembrato in vari volumi, ispirato alla grande guerra: Berecche e la guerra, Frammento di cronaca di Marco Leccio, Colloquii coi personaggi, La camera in attesa, Quando si comprende, Jeri e oggi (integrazione della precedente) e Un goy. In esse l'autore appare diviso tra la passione interventista, alimentata dalle tradizioni risorgimentali della famiglia, l'orrore per le inevitabili atrocità belliche e la filosofica contemplazione degli eventi, in una lontanante prospettiva storica. Gli anni del primo conflitto mondiale, per la prigionia del figlio Stefano internato a Mauthausen, per il concomitante peggioramento della salute mentale della moglie e per la morte della madre, segnarono profondamente Pirandello. La tragedia della guerra accelera infatti il dissolvimento della poetica dell'umorismo in cui il «sentimento del contrario» scopriva, sotto facili occasioni di riso, risvolti dolorosi che, smorzandolo, lo rendevano perplesso e consapevole. Attingendo la cognizione del dolore, l'umorismo ne prendeva anche le distanze e, attraverso una risata senza gusto, in qualche modo se ne difendeva. Nello strazio quotidiano del «macello grande» della guerra, invece, nessun filtro può più eludere ormai il confronto doloroso con le sventure e le affliggenti ragioni della realtà, che scompaginano le fittizie difese opposte dall'umorismo. Ogni residua componente conoscitiva del reale, presente nella poetica umoristica, pur attraverso la schermatura caricaturale dei personaggi e la carnevalizzazione delle situazioni, si dissolve nella funzione consolatoria assegnata all'Arte.

Ispirate alla stanchezza di una coscienza vinta dall'inevitabilità ontologica della sofferenza, le novelle successive alla guerra vanno oltre le tematiche che avevano connotato le novelle precedenti. E se prima il personaggio, vulnerato dal rapporto, familiare o sociale, tradito nel proprio fiducioso candore dall'opportunismo e dall'ipocrisia degli altri, attivava procedure difensive variate, di tono esasperato e paradossale, ponendosi in posizione di irriducibilità antagonistica, nelle novelle più tarde si aprono spiragli di solidale partecipazione. Si pensi al contrasto che oppone ne La Giara (1909) il possidente don Lollò Zirafa e il conciabrocche zi' Dima Licasi, o ne La Patente (1911) alla grottesca determinazione dello scritturale Chiàrchiaro di fronte alla «schifosa umanità» dei compaesani, che gli hanno attribuito la trista nomea di iettatore; e si consideri il rapporto di umana cordialità che si stabilisce invece ne La Cattura (1918), fra gli sprovveduti autori del sequestro di un vecchio possidente e la vittima, o in Sedile sotto un vecchio cipresso (1924) l'incontro terminale di due personaggi divisi da antico odio feroce e, allo stremo per le infermità e per la vecchiaia, riavvicinati forse da una «disperata pietà». Nelle ultime novelle il rapporto del personaggio con il mondo esterno, rarefatto e angoscioso, si traduce in un contatto alienante di chi si sia smarrito in un luogo che non conosce o non riconosce, come accade all'anonimo passeggero di Una giornata (1936). Dal momento che la realtà non è più il referente sicuro della rappresentazione, la lingua delle ultime novelle attenua la sua funzione referenziale, per farsi tramite terso e interiore di una comunicazione puramente emotiva. Ma, prima di decantarsi in queste tarde prove narrative, la lingua di Pirandello era connotata, nella mimesi naturalistica del parlato, da un intarsio sapiente di un lessico di voci e locuzioni siciliane accortamente italianizzate e di numerosi e insospettati toscanismi. Un tessuto linguistico composito, impreziosito, per mano di un filologo laureato, anche di vocaboli consacrati dalla tradizione letteraria, ma tramati con tale levità e misura da suggerire l'impressione di un proposito antiletterario.

Nelle Novelle per un anno gli spazi d'azione del personaggio coincidono con quelli vissuti o frequentati dall'autore: Girgenti con la contrada natale del Caos, la marina di Porto Empedocle, i paesi dell'entroterra agrigentino, e Roma, la città di elezione. Girgenti e Roma danno un contributo diverso alla casistica delle situazioni narrative. Girgenti, «vecchia cittaduzza di circa venticinquemila abitanti, gente terrigna, cotta dal sole, piena di pregiudizii, ombrosa diffidente, violenta e, nello stesso tempo rilassata», è il primo teatro del mondo di cui Pirandello è stato partecipe spettatore. È la terra di cui ha studiato la fonetica per la dissertazione di laurea all'Università di Bonn, è l'ambiente umano di cui ha indagato i caratteri e il costume mentale spinto, come ha notato Leonardo Sciascia, «fino al delirio dalla passione del "ragionare"». La stessa attitudine mentale che tormenta i personaggi ostinati nel ricercare una soluzione dei loro casi. I guai dei personaggi di area agrigentina o siciliana, secondo una tipologia verista, sono legati alle sorti della roba, minacciata da soci infidi e speculatori, da improvvidi investimenti o da avversa congiuntura. I protagonisti di questo epos patrimoniale di provincia sono possidenti terrieri, proprietari di zolfare, affittuari, appaltatori, titolari di banche locali e usurai, tutti oppressi dall'alea della rovina economica e dell'emarginazione sociale. Sul versante della lotta per la sopravvivenza e dello stento quotidiano figurano contadini, garzoni, zolfatari, carusi, scritturali e quegli infelici su cui la collettività scarica il peso di paure inconsce, gli iettatori. È presente anche il ceto politico delle camarille paesane, rappresentato da clericali, governativi, socialisti e da qualche svilito superstite della generazione garibaldina.

Fallimenti esistenziali, incomunicabilità, solitudine e disperazione connotano l'area urbana di Roma, allargata dal centro storico ai nuovi quartieri Prati e Nomentano. La stratificazione sociale dei personaggi romani è variata: accanto a qualche esemplare del mondo parlamentare e accademico, si colloca un vasto campionario di funzionari e impiegati ministeriali, di scrivani e computisti, di pensionati, di aspiranti frustrati alla gloria letteraria e artistica, e poi sarte, commesse, balie, canzonettiste di infimi caffè-concerto, infelici costrette talvolta a prostituirsi per bisogno. Tutti soggetti accomunati dal grigiore esistenziale e da un'arrovellata problematica disgregante. Non diverso il profilo dei personaggi colti in altri ambienti: nei Castelli romani, a Soriano nel Cimino nel Viterbese, a Chianciano, in qualche borgo dell'Umbria, a Coazze in Valsusa o fuori d'Italia, a Bonn e a New York, luoghi con cui, in occasioni varie si è incrociata la biografia dello scrittore. La geografia connota solo parzialmente il personaggio, è piuttosto la sua tipologia esistenziale a imporsi all'ambiente. Ovunque Pirandello ha cercato e trovato il tipo e le situazioni per dar corpo al suo amaro senso della vita dato che, confessa nella «Prefazione» ai Sei personaggi in cerca d'autore, ha la «disgrazia» di appartenere agli «scrittori di natura più propriamente filosofica» i quali, rispetto a quelli di natura storica, «sentono un più profondo bisogno spirituale, per cui non ammettono figure, vicende, paesaggi che non si imbevano, per così dire, d'un particolare senso della vita».
Le novelle pertanto, in linea con queste affermazioni di poetica, non sono pura rappresentazione di fatti, ma contestuale riflessione su di essi: contengono cioè quegli elementi speculativi giudicati spuri da Croce, ma da Pirandello ritenuti organici all'arte umoristica in cui la riflessione, innestata nell'atto creativo, smorza il moto spontaneo del riso suscitato dai casi più speciosi. Non sarà inopportuno allora, secondo le inclinazioni dichiarate dall'autore e superando l'antico pregiudizio crociano, riconoscere nelle Novelle per un anno degli umoristici contes philosophiques che, con le impurità del vissuto riflettono sullo scacco dell'individuo dinanzi alle oscure finalità dell'esistenza non stenebrate dai deboli lumi della ragione positivistica. Il carattere emblematico delle Novelle per un anno nell'intera produzione pirandelliana e insieme le ragioni della loro fortuna sono stati sottolineati da Giovanni Macchia: «Leggendo queste novelle l'una dietro l'altra non s'intravvedono tappe possibili per cui il caos, il caos pirandelliano, diventi cosmo, ma soltanto figurazioni apparenti di un falso cosmo che quasi ineluttabilmente ricominci ad essere caos».

 


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ANALISI

da Italialibri.net

Nella sua vita Pirandello scrisse costantemente novelle. Solo il teatro costituì per l'autore un interesse altrettanto presente. Poesie, saggi e romanzi lo occuparono solo a tratti. Nel 1922 egli decise di dare ai suoi racconti, fino ad allora sempre pubblicati in ordine sparso, una strutturazione unitaria dal titolo Novelle per un anno. Si tratta una raccolta di ventiquattro tomi, di quindici novelle circa, ciascuno per il totale (365) a cui si riferisce il titolo della raccolta stessa. A causa della morte dell’autore, tuttavia, l’opera si interruppe al quindicesimo volume, Una giornata, pubblicato postumo nel 1937.

L’impianto delle Novelle per un anno pare così essere debole, poco più che un pretesto per raccogliere in un’unità quello che fino ad allora era stata una produzione frammentaria. A poco a poco, durante la lettura, si compone il quadro che Pirandello vuole proporci: la rappresentazione della figura di ognuno di noi entro il proprio mondo. Un piccolo fatto di cronaca, un amore finito o mai cominciato, un lutto, una cattiva abitudine, tutto esplode nell’apparenza del semplice fatto che è, in realtà, la maschera dell’assurdo che l’autore ci vuole veicolare.

E se fosse la cronaca stessa ad essere assurda? Non bisogna cadere nell’errore di considerare la vita di tutti i giorni come un mezzo per rappresentare l’assurdo, perchè essa è l’assurdo stesso. La globalità delle novelle è lo specchio del tutto: un implacabile e inesorabile frammentarsi. Nel racconto I pensionati della memoria troviamo la soluzione che evita la vertigine di questa consapevolezza, perché noi tendiamo a proiettare all'esterno la nostra vita -che, in realtà, giace tutta nella nostra interiorità- e, credendo che sia comune a ognuno, ci muoviamo in essa con la massima tranquillità. Ma con la morte non finisce la vita, ne termina solo l’illusione che ci siamo dipinti attorno.

Si piange un morto perchè insieme a lui sostenevamo le nostre illusioni, davamo credito alle nostre e, vicendevolemente, alle sue. Una follia? Forse, ma non dimentichiamo che la follia non è mancanza di logica, di raziocinio; la follia, lungo tutte le Novelle per un anno, nasce dal troppo riflettere, dall’applicazione della rigorosità logica fino allo spasmo. Di sera, un geranio (novella del 1934) riassume mirabilmente tutto questo: vita, illusione, delusione, amore, paradosso, «...e la morte, questo niente della vita com’era».

Riconosciamo la vita che sta dentro di noi solo perchè la possiamo proiettare sugli oggetti che ci circondano; morire è, così, perdere un corpo, ma anche il silenzio di tutti gli oggetti che ci hanno accompagnato e nei quali ora più nessuno può ritrovarsi. I personaggi, scorrendo le novelle, si muovono sulla scena a rappresentarci, a immiserirci. Cercano di insegnarci ad avere un po’ di compassione sia nei nostri confronti, che degli altri. Ci mostrano come, all’illusione del nostro mondo, si contrapponga la verità del mondo dell’arte: come sia difficile che riescano a comunicare tra di loro (vedi Il pipistrello); quanto l’autore sia solamente uno strumento in mano alla natura, perchè quest’ultima continui la sua opera perfezionando sempre più le sue creature dando esse quello che per l’uomo sarà sempre solo un miraggio: l’eternità (vedi La tragedia di un personaggio); e infine, mettendoci in guardia, ci mostrano come mai un uomo potrà avere la sua parte tra i personaggi: cercare di restare a cavallo tra i due significa perderli entrambi (vedi Mondo di carta).

Il rapporto vita-arte, la morte, la follia, il grottesco del quotidiano: dietro la struttura debole che raccoglie la produzione novellistica di più d’un quarantennio stanno degli snodi concettuali, delle indicazioni, perchè non ci si perda nel labirinto delle varie vicende. Come ogni vera, grande opera, anche questa fa nascere un fiume di domande. Pirandello ci consiglia, tra le righe, di lasciar perdere, di non cercare di trovare le risposte: non ce ne sono. E, anche se ci fossero, non conterebbero nulla, perchè qualunque forma definita e stabile uccide la vita, eterna diffrazione.

 


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La struttura dell’opera, il titolo e il motivo del tempo - di Alessandro Marini

 

da Questioni di forma in "Novelle per un anno"  

     La ricercata struttura di Novelle per un anno, alla quale Pirandello lavorò a lungo rivedendo e disponendo in un nuovo ordine racconti precedentemente pubblicati, pur sembrando disponibile a rivelare una chiave, resta sostanzialmente priva di significato. Comprendere i criteri che animano la selezione dei singoli volumi, individuare percorsi al loro interno, tentare accostamenti tematici, ricavare significato dalla contiguità delle vicende narrate, risultano operazioni destinate a stringere il vuoto. L’ordine esteriore, rigido, ripetitivo, resta senza spiegazione. L’autore stesso, nell’Avvertenza all’edizione del 1922, aveva d’altronde scoraggiato l’indagine strutturale:


mi affretto ad avvertire che le novelle di questi ventiquattro volumi non vogliono essere singolarmente né delle stagioni, né dei mesi, né di ciascun giorno dell’anno. Una novella al giorno per tutto un anno, senza che dai giorni, dai mesi o dalle stagioni nessuna abbia tratta la sua qualità.

 

     Come è stato messo in rilievo da Lugnani, la nuova sistemazione dei materiali non segue criteri cronologici o tematici, e, anche se la libera e caotica mescolanza di motivi e situazioni, che l’autore sembra aver perseguito con la massima cura, pare aprirsi occasionalmente all’individuazione di un filone interpretativo o di un accostamento passibile di senso, emergono sempre prove a sostegno di ipotesi interpretative diverse, se non opposte, e si viene così facilmente smentiti, per la presenza di elementi o di interi racconti che vanificano una prospettiva lineare, se non unitaria, di lettura. Sembra che l’autore abbia insomma puntato prevalentemente a questo: suggerire con ogni mezzo strutturale e tematico l’idea dell’unità del significato, per poi rivelarne la vanità e l’irrealizzabilità.

     Appare evidente che, a spingere l’autore ad un’insistenza, a fini demistificanti, su aspetti legati alla struttura dell’opera, sia stata la consolidata tendenza, nell’ambito della novellistica, a caricare la forma di significato. Ripetutamente, per cogliere la portata dell’operazione di rottura portata avanti da Pirandello, si è fatto ricorso al Decameron, la cui disposizione ordinata, inscritta in una cornice e, in misura consistente, orientata verso un fine, pur essendo capace di determinare un canone per intere generazioni di epigoni, si propone all’autore siciliano come un modello da capovolgere, da svuotare di significato. Se Boccaccio rivela, anche attraverso una scelta strutturale – lo scorrere ordinato dei giorni in una prospettiva di crescita umana, o almeno di mantenimento di quelle virtù che il contatto con la peste e il conseguente prevalere dell’interesse particolare potrebbero pregiudicare – di possedere una visione del mondo, di cui il dominio della materia è conseguenza, Pirandello, pur suggerendo attraverso il titolo una prospettiva cronologica – e quindi un possibile percorso e di crescita – elude ogni ricerca in tale direzione attraverso una disposizione dei materiali che sembra studiata appositamente per frustrarla. Così, l’accostamento casuale e caotico di un materiale eterogeneo, l’assenza di ogni spessore temporale, di senso del passato che reclude Novelle per un anno in un eterno, soffocante presente, rivela il carattere cangiante e plurimo del “sistema” pirandelliano, e il suo conseguente vanificare ogni prospettiva unitaria di spiegazione, ideologica o semplicemente comportamentale.

Il modello formale che Boccaccio ha dato alla novellistica, bastato su una ordinata collocazione temporale, geometrica dei materiali narrativi, è insomma recuperato, ma al solo fine di una sua negazione. In Novelle per un anno la disposizione determinata da un criterio numerico non rivela così controllo e ordine; la dimensione temporale suggerita dal titolo non riesce a farsi storia, processo, e il susseguirsi caotico di fatti, parole e idee resta fine a se stesso, e mai viene inserito in una prospettiva più ampia, che ne riscatti l’assoluta vanità.

     La novella che chiude l’ultimo volume, Una giornata, sembra proporre al lettore una riflessione conclusiva sul motivo della temporalità. Una giornata rappresenta l’unica eccezione alla legge che vuole il titolo del volume ricavato dalla prima novella; non sappiamo se ciò sia riconducibile alla volontà dell’autore – il vol. XV, come già accennato è stato pubblicato postumo nel 1937 – ma è indubbio che la posizione forte, strategica direi, del testo ne suggerisce una lettura che ne metta in adeguato rilievo il carattere programmatico e filosofico. La giornata che ci viene presentata è quella di un uomo che, lacerato dal bisogno di capire, vive una esperienza di totale e frustrante estraneità: davanti agli altri che lo salutano ma che lui non riconosce, nei confronti di spazi e ambienti che nulla per lui rappresentano, nei confronti di se stesso, di cui lo specchio offre al protagonista un’immagine sconosciuta, verso i figli, che crescono e diventano vecchi sotto i suoi occhi. Il tempo non è più una categoria propria dell’uomo: lo scialo delle ore, nonostante il disperato tendere verso una conoscenza, resta incomprensibile e privo di riscatto, una totale e irriducibile estraneità segna la vita. E tale idea della temporalità permea l’intera opera, il cui squadernare una caotica galleria di fatti, dolorosamente irriducibili a un senso, per un intero, ipotetico “anno” di letture, non costituisce che l’estensione a sistema dell’esperienza del protagonista di Una giornata.

     Rispetto al modello decameroniano, scompare comprensibilmente anche la cornice, e con essa l’idea di un luogo estraneo alla modernità, in cui sono ancora possibili comunicazione linguistica e condivisione dell’esperienza, condizioni e, nello stesso tempo, obbiettivi dell’interscambio narrativo. In definitiva, anche l’allusione pirandelliana alla compiutezza, secondo cui le novelle in “tanti piccoli specchi riflettono [la vita] intera”, sembra rivelare non un dominio della materia e la consapevolezza di una possibile spiegazione – una lettura dell’opera in tale direzione risulterebbe frustrata – bensì una semplice sommatoria di fatti triti e di solitudini umane, il cui denso susseguirsi è premessa di un risultato quantitativo che mai viene armonizzato e ricondotto a vera unità.

 


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Indice Cronologico delle "Raccolte" Novelle per un anno

1 »» 1922 - Scialle nero

1. Scialle nero (1904)

2. Prima notte (1900)

3. Il «fumo» (1904)

4. Il tabernacolo (1903)

5. Difesa del Mèola** (1909)

6. I fortunati** (1911)

7. Visto che non piove...** (1915)

8. Formalità (1904)

9. Il ventaglino  (1903)

10. E due! (1901)

11. Amicissimi (1902)

12. Se... (1894)

13. Rimedio: la Geografia (1920)

14. Risposta (1912)  

15. Il pipistrello (1920)

10 »» 1926 - Il vecchio dio

1. Il vecchio Dio (1901)

2. Tanino e Tanotto (1902)

3. Al valor civile (1902)

4. La disdetta di Pitagora (1903)

5. Quand'ero matto... (1902)

6. Concorso per referendario al Consiglio di Stato (1902)

7. «In corpore vili» (1895)

8. Le tre carissime (1894)

9. Il vitalizio (1915)

10. Un invito a tavola (1902)

11. La levata del sole (1901)

12. Lumìe di Sicilia (1900)

2 »» 1922 - La vita nuda

1. La vita nuda (1907)

2. La toccatina (1906)

3. Acqua amara (1905)

4. Pallino e Mimì (1905)

5. Nel segno (1904)

6. La casa del Granella (1905)

7. Fuoco alla paglia (1905)

8. La fedeltà del cane (1904)

9. Tutto per bene (1906)

10. La buon'anima (1904)

11. Senza malizia (1905)

12. Il dovere del medico (1902)

13. Pari (1907)

14. L'uscita del vedovo (1906)

15. Distrazione (1907)

11 »» 1928 - La giara

1. La giara (1909)

2. La cattura (1918)

3. Guardando una stampa (1905)

4. La paura del sonno (1900)

5. La lega disciolta (1910)

6. La morta e la viva (1910)

7. Un'altra allodola (1902)

8. Richiamo all'obbligo (1906)

9. Pensaci, Giacomino! (1910)

10. Non è una cosa seria (1910)

11. Tirocinio (1905)

12. L'illustre estinto (1909)

13. Il guardaroba dell'eloquenza (1908)

14. Pallottoline! (1902)

15. Due letti a due (1909)

3 »» 1922 - La rallegrata

1. La rallegrata (1913)

2. Canta l'epistola (1911)

3. Sole e ombra (1896)

4. L'Avemaria di Bobbio (1912)

5. L'imbecille (1912)

6. Sua Maestà (1904)

7. I tre pensieri della sbiobbina (1905)

8. Sopra e sotto (1914)

9. Un «goj» (1918)

10. La patente (1911)

11. Notte (1912)

12. O di uno o di nessuno (1915)

13. Nenia (1901)

14. Nené e Ninì (1912)

15. «Requiem aeternam dona eis, Domine!» (1913)

12 »» 1928 - Il viaggio

1. Il viaggio (1910)

2. Il libretto rosso (1911)

3. La mano del malato povero (1917)

4. Pubertà (1926)

5. Gioventù (1902)

6. Ignare (1912)

7. L’ombrello (1909)

8. Zafferanetta (1911)

9. Felicità (1911)

10. Spunta un giorno (1928)

11. « Vexilla regis » (1897)

12. L’uccello impagliato (1910)

13. «Leonora, addio!»  (1910)

14. Il lume dell’altra casa

15. Leviamoci questo pensiero (1910)

4 »» 1922 - L'uomo solo

1. L'uomo solo (1911)

2. La cassa riposta (1907)

3. Il treno ha fischiato... (1914)

4. Zia Michelina (1914)

5. Il professor Terremoto (1910)

6. La veste lunga (1913)

7. I nostri ricordi (1912)

8. Di guardia (1905)

9.  Dono della Vergine Maria (1899)

10. La verità (1912)

11. Volare (1907)

12. Il coppo (1912)

13. La trappola (1912)

14. Notizie del mondo (1901)

15. La tragedia d'un personaggio (1911)

13 »» 1928 - Candelora

1. Candelora (1917)

2. Il signore della nave (1916)

3. La camera in attesa (1916)

4. Romolo (1917)

5. La Rosa (1914)

6. Da sè (1913)

7. La realtà del sogno (1914)

8. Piuma (1917)

9. Un ritratto (1914)

10. Zuccarello distinto melodista  (1914)

11. Servitù (1914)

12. « Ho tante cose da dirvi...» (1911)

13. Mentre il cuore soffriva (1911)

14. La carriola (1917)

15. Nell'albergo è morto un tale (1917)

5 »» 1923 - La mosca

1. La mosca (1904)

2. L'eresia catara (1905)

3. Le sorprese della scienza (1905)

4. Le medaglie (1904)

5. La Madonnina (1913)

6. La berretta di Padova (1902)

7. Lo scaldino (1905)

8. Lontano (1902)

9. La fede (1922)

10. Con altri occhi (1901)

11. Tra due ombre (1907)

12. Niente (1922)

13. Mondo di carta (1909)

14. Il sonno del vecchio (1906)

15. La distruzione dell'uomo (1921)

14 »» 1934 - Berecche e la guerra

1. Berecche e la guerra

2. Uno di più

3. Soffio

4. Un'idea

5. Lucilla

6. I piedi sull'erba

7. Cinci

8. Di sera un geranio

6 »» 1923 - In silenzio

1. In silenzio (1905)

2. L'altro figlio (1905)

3. La morte addosso (1918)

4. Va bene (1905)

5. Il giardinetto lassù (1897)

6. La maschera dimenticata (1918)

7. La balia (1903)

8. Il corvo di Mìzzaro (1902)

9. La veglia (1904)

10. Lo spirito maligno (1910)

11. Alla zappa! (1902)

12. Una voce (1904)

13. Pena di vivere così (1920)

15 »» 1937 - Una giornata

1. Effetti di un sogno interrotto (1936)

2. C'è Qualcuno Che Ride (1936)

3. Visita (1936)

4. Vittoria delle formiche (1936)

5. Quando s'è capito il giuoco (1913)

6. Padron Dio (1898)

7. La prova (1935)

8. La casa dell'agonia (1935)

9. Il buon cuore (1937)

10. La Tartaruga (1936)

11. Fortuna di esser cavallo (1935)

12. Una sfida (1936)

13. Il chiodo (1936)

14. La signora Frola e il signor Ponza, suo genero (1917)

15. Una giornata (1935)

7 »» 1924 - Tutt'è tre

1. Tutt'e tre (1913)

2. L'ombra del rimorso (1914)

3. Il bottone della palandrana (1913)

4. Marsina stretta (1901)

5. Il marito di mia moglie (1903)

6. La maestrina Boccarmè (1899)

7. Acqua e lì (1897)

8. Come gemelle (1903)

9. Filo d'aria (1914)

10. Un matrimonio ideale (1914)

11. Ritorno (1923)

12. Tu ridi (1912)

13. Un po' di vino (1923)

14. La liberazione del re (1914)

15. I due compari (1912)

16 »» Appendice

Introduzione

1. Capannetta (1884)

2. La ricca (1892)

3. L’onda (1894)

4. La signorina (1894)

5. L’amica delle mogli (1894)

6. I galletti del bottajo (1894)

7. Il «no» di Anna (1895)

8. Il nido (1895)

9. Dialoghi tra il Gran Me e il piccolo Me (1895-1906)

10. Chi fu? (1896)

11. Natale sul Reno (1896)

12. Sogno di Natale (1896)

13. Le dodici lettere (1897)

14. Creditor galante (1897)

15. La paura (1897)

16. La scelta (1898)

17. Alberi cittadini (1900)

18. Prudenza (1901)

19. La signora Speranza (1903)

20. La Messa di quest'anno (1905)

21 . Stefano Giogli, uno e due (1905)

22. Maestro amore (1912)

23. Colloqui coi personaggi (1915)

24. I due giganti (1916)

25. Frammento di cronaca di Marco Leccio e della sua guerra

       sulla carta nel tempo della grande guerra europea (1919)

26. Sgombero (1933)

27. Lillina e Mita (1906)

 

Testi estravaganti

28. Pianto segreto (1903)

29. I muricciuoli, un fico, un uccellino (1931)

30. Personaggi (1906)

31. Incontro (1898)

32. Disdetta (1898)

33. Disdetta (Continuazione e fine) (1898)

 

8 »» 1925 - Dal naso al cielo

1. Dal naso al cielo (1907)

2. Fuga (1923)

3. Certi obblighi (1912)

4. Ciàula scopre la luna (1912)

5. Chi la paga (1912)

6. Benedizione (1910)

7. Male di luna (1913)

8. Il figlio cambiato (1902)

9. Lo storno e l'Angelo Centuno (1910)

10. «Superior stabat lupus» (1912)

11. Nel dubbio (1906)

12. La corona (1907)

13. Jeri e oggi (1919)

14. Nel gorgo (1913)

15. Musica vecchia (1910)

9 »» 1925 - Donna Mimma

1. Donna Mimma (1917)

2. L'abito nuovo (1913)

3. Il capretto nero (1913)

4. Sedile sotto un vecchio cipresso (1924)

5. Il gatto, un cardellino e le stelle (1917)

6. La vendetta del cane (1913)

7. Rondone e Rondinella (1913)

8. Quando si comprende (1918)

9. Un cavallo nella luna (1907)

10. Resti mortali (1924)

11. Paura d'esser felice (1911)

12. Visitare gl'infermi (1896)

13. I pensionati della memoria (1914)


Inizio Pagina

Indice Alfabetico di tutte le Novelle

Acqua amara

Acqua e lì

Al valor civile

Alberi cittadini

Alla zappa!

Amicissimi

Benedizione

Berecche e la guerra

Candelora

Canta l'epistola

Capannetta

C'è qualcuno che ride

Certi obblighi

Chi fu?

Chi la paga

Ciàula scopre la luna

Cinci

Colloqui coi personaggi

Come gemelle

Con altri occhi

Concorso per referendario al Consiglio di Stato

Creditor galante

Da sé

Dal naso al cielo

Di guardia

Di sera, un geranio

Dialoghi tra il Gran Me e il piccolo Me

Difesa del Mèola ***

Disdetta

Disdetta (Continuazione e fine)

Distrazione

Donna Mimma

Dono della Vergine Maria

Due letti a due

E due!

Effetti di un sogno interrotto

Felicità

Filo d'aria

Formalità

Fortuna di esser cavallo

Frammento di cronaca di Marco Leccio e della sua guerra

              sulla carta nel tempo della grande guerra europea

Fuga

Fuoco alla paglia

Gioventù

Guardando una stampa

«Ho tante cose da dirvi...»

I due compari

I due giganti

I fortunati ***

I galletti del bottajo

I muricciuoli, un fico, un uccellino

I nostri ricordi

I pensionati della memoria

I piedi sull'erba

I tre pensieri della sbiobbina

Ignare

Il bottone della palandrana

Il buon cuore

Il capretto nero

Il chiodo

Il coppo

Il corvo di Mìzzaro

Il dovere del medico

Il figlio cambiato

Il «fumo» 

Il gatto, un cardellino e le stelle

Il giardinetto lassù

Il guardaroba dell'eloquenza

Il libretto rosso

Il lume dell’altra casa

Il marito di mia moglie

Il nido

Il «no» di Anna

Il pipistrello

Il professor Terremoto

Il signore della nave

Il sonno del vecchio

Il tabernacolo

Il treno ha fischiato...

Il vecchio Dio

Il ventaglino

Il viaggio

Il vitalizio

«In corpore vili»

In silenzio

Incontro

Jeri e oggi

La balia

La berretta di Padova

L'abito nuovo

La buon'anima

La camera in attesa

La carriola

La casa del Granella

La casa dell'agonia

La cassa riposta

La cattura

La corona

La disdetta di Pitagora

La distruzione dell'uomo

La fede

La fedeltà del cane

La giara

La lega disciolta

La levata del sole

La liberazione del re

L'altro figlio

La Madonnina

La maestrina Boccarmè

La mano del malato povero

L’amica delle mogli

La maschera dimenticata

La Messa di quest'anno

La morta e la viva

La morte addosso

La mosca 

L'Avemaria di Bobbio

La patente

La paura

La paura del sonno

La prova

La rallegrata

La realtà del sogno

La ricca

La rosa

La scelta

La signora Frola e il signor Ponza suo genero

La signora Speranza

La signorina

La tartaruga

La toccatina

La tragedia d'un personaggio

La trappola

La veglia

La vendetta del cane

La verità

La veste lunga

La vita nuda

Le dodici lettere

Le medaglie

Le sorprese della scienza

Le tre carissime

«Leonora, addio!»

L'eresia catara

Leviamoci questo pensiero

Lillina e Mita

L'illustre estinto

L'imbecille

L'ombra del rimorso

L’ombrello

L’onda

Lo scaldino

Lo spirito maligno

Lo storno e l'Angelo Centuno

Lontano

Lucilla

Lumìe di Sicilia

L’uccello impagliato

L'uomo solo

L'uscita del vedovo

Maestro Amore

Male di luna

Marsina stretta

Mentre il cuore soffriva

Mondo di carta

Musica vecchia

Natale sul Reno

Nel dubbio

Nel gorgo

Nel segno

Nell'albergo è morto un tale

Nené e Ninì

Nenia

Niente

Non è una cosa seria

Notizie del mondo

Notte

O di uno o di nessuno

Padron Dio

Pallino e Mimì

Pallottoline!

Pari

Paura d'esser felice

Pena di vivere così

Pensaci, Giacomino!

Personaggi

Pianto segreto

Piuma

Prima notte

Prudenza

Pubertà

Quand'ero matto...

Quando s'è capito il giuoco

Quando si comprende

«Requiem aeternam dona eis, Domine!»

Resti mortali 

Richiamo all'obbligo

Rimedio: la Geografia

Risposta

Ritorno

Romolo

Rondone e Rondinella

Scialle nero

Se... 

Sedile sotto un vecchio cipresso

Senza malizia

Servitù

Sgombero

Soffio

Sogno di Natale

Sole e ombra

Sopra e sotto

Spunta un giorno

Stefano Giogli,uno e due

Sua Maestà

«Superior stabat lupus»

Tanino e Tanotto

Tirocinio

Tra due ombre

Tu ridi

Tutt'e tre

Tutto per bene

Un «goj»

Un cavallo nella luna

Un invito a tavola

Un matrimonio ideale

Un po' di vino

Un ritratto

Una giornata

Un'altra allodola

Una sfida

Una voce

Un'idea

Uno di più

Va bene

«Vexilla regis...»

Visita

Visitare gl'infermi 

Visto che non piove...***

Vittoria delle formiche 

Volare

Zafferanetta

Zia Michelina

Zuccarello distinto melodista

*** Tonache di Montelusa


Inizio Pagina

Indice Cronologico per data di Prima pubblicazione

1884

Capannetta

1892

La ricca

1894

Se...

Le tre carissime

L’onda

La signorina

L’amica delle mogli

I galletti del bottajo

1895

«In corpore vili»

Il «no» di Anna

Il nido

Dialoghi tra il Gran Me e il piccolo Me

   

1896

Sole e ombra

Visitare gl'infermi 

Chi fu?

Natale sul Reno

Sogno di Natale

1897

Il giardinetto lassù

Acqua e lì

«Vexilla regis...»

Le dodici lettere

Creditor galante

La paura

1898

Padron Dio

La scelta

Incontro

Disdetta

Disdetta (Continuazione e fine)

1899

Dono della Vergine Maria

La maestrina Boccarmè

1900

Prima notte

Lumìe di Sicilia

La paura del sonno

Alberi cittadini

1901

E due!

Nenia

Notizie del mondo

Marsina stretta

Il vecchio Dio

La levata del sole

   

1902

Amicissimi

Il dovere del medico

La berretta di Padova

Lontano

Il corvo di Mìzzaro

Alla zappa!

Il figlio cambiato

Tanino e Tanotto

Al valor civile

Quand'ero matto...

Concorso per referendario al Consiglio di Stato

Un invito a tavola

Un'altra allodola

Pallottoline!

Gioventù

Prudenza

1903

Il ventaglino

Il tabernacolo

La balia

Il marito di mia moglie

Come gemelle

La disdetta di Pitagora

La signora Speranza

Pianto segreto

1904

Scialle nero

Il «fumo»

Formalità

Nel segno

La fedeltà del cane

La buon'anima

Sua Maestà

La mosca

Le medaglie

La veglia

Una voce

1905

Acqua amara

Pallino e Mimì

La casa del Granella

Fuoco alla paglia

Senza malizia

I tre pensieri della sbiobbina

Di guardia

L'eresia catara

Le sorprese della scienza

Lo scaldino

In silenzio

L'altro figlio

Va bene

Guardando una stampa

Tirocinio

La Messa di quest'anno

Stefano Giogli,uno e due

1906

La toccatina

Tutto per bene

L'uscita del vedovo

Il sonno del vecchio

Nel dubbio

Richiamo all'obbligo

Lillina e Mita

Personaggi

1907

La vita nuda

Pari

Distrazione

La cassa riposta

Tra due ombre

Dal naso al cielo

La corona

1908

Un cavallo nella luna

Il guardaroba dell'eloquenza

1909

Difesa del Mèola

Mondo di carta

La giara

L'illustre estinto

Due letti a due

Il lume dell’altra casa

L’ombrello

1910

Il professor Terremoto

Lo spirito maligno

Benedizione

Lo storno e l'Angelo Centuno

Musica vecchia

La lega disciolta

La morta e la viva

Pensaci, Giacomino!

Non è una cosa seria

Il viaggio

Leviamoci questo pensiero

L’uccello impagliato

«Leonora, addio!»

1911

I fortunati

Canta l'epistola

La patente

L'uomo solo

Volare

La tragedia d'un personaggio

Con altri occhi

Paura d'esser felice

Il libretto rosso

Zafferanetta

Felicità

«Ho tante cose da dirvi...»

1912

Risposta

L'Avemaria di Bobbio

L'imbecille

Notte

Nené e Ninì

I nostri ricordi

La verità

Il coppo

La trappola

Tu ridi

I due compari

Certi obblighi

Ciàula scopre la luna

Chi la paga

«Superior stabat lupus»

Ignare

Maestro Amore

1913

La rallegrata

«Requiem aeternam dona eis, Domine!»

La veste lunga

La Madonnina

Tutt'e tre

Il bottone della palandrana

Nel gorgo

Male di luna

L'abito nuovo

Il capretto nero

La vendetta del cane

Rondone e Rondinella

I pensionati della memoria

Da sé

Quando s'è capito il giuoco

1914

Sopra e sotto

Il treno ha fischiato...

Zia Michelina

L'ombra del rimorso

Filo d'aria

Un matrimonio ideale

La liberazione del re

La rosa

La realtà del sogno

Un ritratto

Zuccarello distinto melodista

Servitù

1915

Visto che non piove...

O di uno o di nessuno

Il vitalizio

Colloqui coi personaggi

1916

Il signore della nave

La camera in attesa

I due giganti

1917

Donna Mimma

Il gatto, un cardellino e le stelle

La mano del malato povero

Candelora

Romolo

Piuma

Mentre il cuore soffriva

La carriola

Nell'albergo è morto un tale

La signora Frola e il signor Ponza suo genero

1918

Un «goj»

La morte addosso

La maschera dimenticata

Quando si comprende

La cattura

1919

Jeri e oggi

Frammento di cronaca di Marco Leccio e della sua guerra

                   sulla carta nel tempo della grande guerra europea

1920

Rimedio: la Geografia

Il pipistrello

Pena di vivere così

1922

La fede

Niente

1923

La distruzione dell'uomo

Ritorno

Un po' di vino

Fuga

1924

Sedile sotto un vecchio cipresso

Resti mortali

1926

Pubertà

1928

Spunta un giorno

1931

Uno di più

Soffio

I muricciuoli, un fico, un uccellino

1932

Lucilla

Cinci

1933

Sgombero

1934

Berecche e la guerra

Un'idea

I piedi sull'erba

Di sera, un geranio

1935

Berecche e la guerra

Un'idea

I piedi sull'erba

Di sera, un geranio

La prova

La casa dell'agonia

Fortuna di esser cavallo

Una giornata

1936

Effetti di un sogno interrotto

C'è qualcuno che ride

Visita

Vittoria delle formiche

La tartaruga

Una sfida

Il chiodo

1937

Il buon cuore


Inizio Pagina

 

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