Marta Abba e il suo nume


Marta Abba e il suo nume

articolo di Lino Di Stefano
da Il Giornale di Rieti, domenica 29 gennaio 2017

Marta Abba

A distanza di tanti anni, fa ancora discutere gli studiosi, i critici letterari e gli appassionati di cultura, in genere, il sodalizio fra Luigi Pirandello e Marta Abba; legame non soltanto artistico, ma anche umano vista l’intensità dell’amicizia durata dal 1925 fino alla morte del grande scrittore avvenuta, com’è, noto il 10 dicembre del 1936. Ma chi era, è lecito chiedersi, Marta Abba? Nata a Milano il 25 giugno del 1900, quindici anni dopo era già iscritta all’Accademia dei filodrammatici della sua città uscendone passato un triennio .

Dopo varie esperienze in diverse scuole di recitazione,  debuttò, nel 1923, come interprete professionista con la compagnia di Ettore Paladini, direttore del Teatro del Popolo di Milano, mietendo la prima affermazione, l’anno successivo, con l’interpretazione del ‘Gabbiano’ di Anton Cecov; solo nel 1925, conosciuto Pirandello, entrò a far parte, in qualità di prima attrice, della compagnia ‘Teatro d’arte’ – creata dal drammaturgo siciliano – operante, allora, al Teatro Odelcaschi di Roma.

Ma, l’attrice milanese, prima di diventare l’interprete principale delle opere dello scrittore di Agrigento, lavorò, come protagonista, anche con qualche altro autore drammatico quale, ad esempio, Massimo Bontempelli, nell’opera ‘Nostra Dea’, per iniziare, poi, la propria attività artistico-professionale insieme a Pirandello nel ruolo della ‘Figliastra’ nella commedia,  ‘I sei personaggi in cerca d’autore’.

Da questo momento, l’attrice seguì la compagnia pirandelliana in diversi giri teatrali in patria e all’estero –Germania, Francia, Inghilterra, America del Sud – diventando, automaticamente, per le sue eccezionali doti, l’allieva preferita del Maestro; si fece anche apprezzare per la innata sensibilità e la naturale capacità di identificazione nei personaggi.  Per lei, il narratore e uomo di teatro redasse lavori del livello di ‘Diana e la Tuda’ (1926), ‘L’amica delle mogli’ (1927), ‘Come tu mi vuoi’ (1930) nonché il capolavoro assoluto ‘Trovarsi’(1932).

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