Home

Italiano Deutsch Sicilianu English Français Español Portugues E-Mail ShakespeareWeb
 

Biografia

Poetica

Storia

Teatro

Romanzi

Novelle

Poesie

Scritti e discorsi

Tematiche

Nobel

Audiolibri

Chat room

youtube

 

La Poetica

1. Il fatto:

    dal Verismo al Decadentismo

2.Concetto di Umorismo

3.Normalità - Anormalità

4.Realtà - Non realtà

5.Il concetto di realtà dal

   Verismo al Decadentismo 

6.Il personaggio pirandelliano

7.Rapporti tra personaggi

8.I personaggi e la forma

9.Forma uguale maschera

10.La forma e l'accidente

11.Follia e alienazione

12.Livello linguistico

13.L'arte umoristica

 

 

Biblioteca dei Classici Italiani

Giuseppe Bonghi

Introduzione generale alla poetica di Luigi Pirandello

9. Forma uguale maschera

 

Abbiamo già detto che i concetti di forma nelle novelle e nei romanzi e di maschera nella produzione teatrale sono equivalenti.

È nella maschera che ritroviamo un contrasto più profondo fra illusione e realtà, fra l’illusione che la propria realtà sia uguale per tutti e la realtà che si vive in una forma, dalla quale il personaggio non potrà mai salvarsi.

 

La maschera è la rappresentazione più evidente della condanna dell’individuo a recitare sempre la stessa parte, imposta dall’esterno, sulla base di convenzioni che reggono l’esistenza della massa.

Nella società l’unico modo per evitare l’isolamento è il mantenimento della maschera: quando un personaggio cerca di rompere la forma, o quando ha capito il gioco, inevitabilmente viene allontanato, rifiutato, non può più trovare posto nella massa in quanto si porrebbe come elemento di disturbo in seno a quel vivere apparentemente rispettabile, in quanto sottomesso alle norme, ma fondamentalmente condannabile, in quanto affossatore dei bisogni basilari dell’uomo.

La maschera, comunque non può essere presa come un elemento negativo in modo assoluto, perché come rileva anche C. Alvaro, sotto di essa il personaggio cerca di “riguadagnare il senso vero della personalità umana, e qualcosa che supera la stessa personalità e volontà dell’uomo ”.

 

 

 

La maschera è il simbolo, in negativo del rifiuto delle false convenzioni sociali, dello sfruttamento dei pochi sulle masse e della schiavitù dell’uomo sottomesso a norme che lo costringono a un’esistenza disumanizzata; in positivo del tentativo di un ritorno alla verità, riconquistata dopo averla sezionata nelle sue mille sfaccettature e nelle mille impressioni che da essa ciascuno riceve. Sotto la maschera l’uomo si rivolta, come Enrico IV, come tutti i personaggi che, sfuggendo alle norme, vogliono riconquistare un proprio spazio vitale e un valore morale dei sentimenti.

Inizio pagina

 

10. La forma e l’accidente

 

Sia nella struttura dell’opera teatrale che in quella narrativa, troviamo spesso un elemento tecnico di grande importanza che tende a rompere la forma.

La rottura della forma, se da un lato ridona nuova vita al personaggio, dall’altro provoca la perdita di quella rispettabilità di cui aveva goduto fino a quel momento agli occhi della massa che compone il mondo variopinto e indistinto delle persone che credono di vivere e invece non sanno che anch’esse recitano una parte.

Nella novella Il treno ha fischiato Pirandello rappresenta con chiarezza entrambi i concetti:

 

forma

Circoscritto... sì; chi l’aveva definito così? Uno dei suoi compagni d’ufficio. Circoscritto, povero Belluca, entro i limiti angustissimi della sua arida mansione di computista, senz’altra memoria che non fosse di partite aperte, di partite semplici o doppie o di storno, e di defalchi e prelevamenti e impostazioni... casellario ambulante: o piuttosto vecchio somaro, che tirava zitto zitto, sempre d’un passo, sempre per la stessa strada la carretta, con tanto di paraocchi.

Orbene, cento volte questo vecchio somaro era stato frustato, fustigato senza pietà, così per ridere, per il gusto di vedere se si riusciva a farlo imbizzire un po’, a fargli almeno, almeno drizzare un po’ le orecchie abbattute, se non a dar segno che volesse levare un piede per sparar qualche calcio. Niente! S’era prese le frustate ingiuste e le crudeli punture in santa pace, sempre, senza neppur fiatare, come se gli toccassero, o meglio, come se non le sentisse più, avvezzo com’era da anni e anni alle continue e solenni bastonature della sorte. Inconcepibile, dunque, veramente, quella ribellione in lui, se non come effetto d’un’improvvisa alienazione mentale.

 

 

 

   accidente

 

Cammin facendo verso l’ospizio ove il poverino era stato ricoverato seguitai a riflettere per conto mio:

- A un che viva come Belluca finora ha vissuto, cioè con una vita ’impossibile’, la cosa più ovvia, l’incidente più comune, un qualunque lievissimo inciampo impreveduto, che so io, d’un ciottolo per via, possono produrre effetti straordinarii, di cui nessuno si può dar la spiegazione se non pensa appunto che la vita di quell’uomo è ’impossibile’. Bisogna condurre la spiegazione là, riattaccandola a quelle condizioni di vita impossibili, ed essa apparirà allora semplice e chiara.

Nella poetica pirandelliana l’accidente serve a distruggere la forma, che fa esistere il personaggio nell’alienazione e a fargli riscoprire l’originaria personalità repressa.

L’accidente è usato soprattutto nella novella a struttura binaria aperta, e serve a ristabilire, secondo norme di giustizia derivanti dalla Natura, quell’equilibrio spirituale nell’uomo e nell’organizzazione sociale e statuale, che è stata messa in crisi da un’errata valutazione delle qualità umane.

L’elemento dell’accidente è rappresentato da qualsiasi cosa: il fischio d’un treno; un sasso urtato per via, che all’improvviso si trasforma in un mondo pieno di vita e di creatività; la frase di una donna (come nel romanzo Uno nessuno centomila, la rivelazione del naso che pende verso destra fatta a Moscarda dalla moglie Dida); lo strappo di un filo d’erba nella novella Canta l’epistola:

Ora, da circa un mese egli aveva seguito giorno per giorno la breve storia d’un filo d’erba, appunto: d’un filo d’erba tra due grigi macigni tigrati di musco, dietro la chiesetta abbandonata di Santa Maria di Loreto.

Lo aveva seguito, quasi con tenerezza materna, nel crescer lento tra altri più bassi che gli stavano attorno, e lo aveva veduto sorgere dapprima timido, nella sua tremula esilità, oltre i due macigni ingrommati, quasi avesse paura e insieme curiosità d’ammirar lo spettacolo che si spalancava sotto, della verde, sconfinata pianura; poi, su, su, sempre più alto, ardito, baldanzoso, con un pennacchietto rossigno in cima, come una cresta di galletto.

E ogni giorno, per una o due ore, contemplandolo e vivendone la vita, aveva con esso tentennato a ogni più lieve alito d’aria; trepidando era accorso in qualche giorno di forte vento, o per paura di non arrivare a tempo a proteggerlo da una greggiola di capre...

Ebbene, quel giorno venendo alla solita ora per vivere un’ora con quel suo filo d’erba, quand’era già a pochi passi dalla chiesetta, aveva scorto dietro a questa, seduta su uno di quei due macigni, la signorina Olga Fanelli... La signorina era sorta in piedi, forse seccata di vedersi spiata da lui: s’era guardata un po’ attorno: poi, distrattamente, allungando la mano, aveva strappato giusto quel filo d’erba e se l’era messo tra i denti col pennacchietto ciondolante.

Tommasino Unzio s’era sentito strappar l’anima e irresistibilmente le aveva gridato: - Stupida! -.

L’accidente serve a portare l’individuo-personaggio alla scoperta dell’originario se stesso e trasforma il personaggio circoscritto nella forma in persona libera che la massa non può più comprendere né accogliere, perché questa crea una propria mutevole condizione di vita, mutevole come l’aria, il vento: tutto ciò che non si rapprende o assume forma, libera da ogni aspetto di quell’alienazione che abbrutisce.

Inizio pagina

 

Il contenuto di queste pagine proviene, oltre che da contributi dei nostri visitatori, anche da altri siti cui abbiamo estratto quanto di pertinenza, citandone, ove a conoscenza, fonte e relativo link. In caso di segnalazione da parte dei proprietari di tali siti inerente la loro contrarietà alla pubblicazione su PirandelloWeb del loro materiale, le pagine contestate, verranno immediatamente rimosse.