ShakespeareWeb Italiano    English    Deutsch    Español    Portugues   Sicilianu   E-Mail

Home

La Poetica

Teatro Scritti e Discorsi
La Storia Novelle Poesie Intorno Pirandello

La Biografia

Romanzi

Nobel Audiolibri
.: Ricerca -Searching :.
 

In PirandelloWeb

 

Giuseppe Bonghi

 

Introduzione generale alla poetica di Luigi Pirandello

 

da

 

3. Normalità-Anormalità

 

Da quanto abbiamo detto a proposito dell’umorismo, appare chiaro che, attraverso la riflessione, giungiamo a cogliere l’aspetto normale o anormale della vita e degli atteggiamenti dei personaggi. Generalmente, intendiamo per normalità, secondo la massa, tutto ciò che viene fatto e pensato in basi a leggi, norme e consuetudini che l’uomo ha creato per regolare la propria vita e soprattutto per perpetuare un determinato stato di cose, una determinata condizione sociale, economica, spirituale, materiale, ecc. È, quindi, anormale, sempre secondo la massa, tutto ciò che non segue le regole prescritte.

Secondo Pirandello, è normale non ciò che risponde alle norme, ma ciò che da ciascuno viene fatto seguendo i propri intimi bisogni, e sono questi bisogni che portano l’uomo sulla via del progresso. Il personaggio tende a ribellarsi quando si rende conto che l’osservanza delle norme gli impedisce di vivere una vita decorosa e di migliorare la propria condizione. L’anormalità per Pirandello, è il seguire ciecamente le norme anche quando queste impediscono all’uomo di vivere, permettendogli solo di esistere.

In generale il personaggio conduce una vita anormale quando risulta totalmente asservito alle regole, senza che nemmeno per un istante l’anima possa soddisfare almeno il suo bisogno fondamentale: quello di vivere senza essere sottomesso passivamente alle regole fino a perdere ogni dignità, fino a diventare un “vecchio somaro” che gira la stanga della nòria d’un vecchio mulino con tanto di paraocchi, senza sentire che un po’ più in là c’è la vita. La reazione, scatenata da un accidente qualsiasi, come il fischio del treno, lo strappo di un filo d’erba, una frase ingenuamente pronunciata, l’inciampare contro un sassolino per strada, serve a portare l’individuo in una dimensione più umana, perché libera da condizionamenti esterni.

Il personaggio, come Enrico IV o Ciampa, Belluca o Chiàrchiaro, nella sua ribellione contro le regole rifiuta la realtà imposta dalle norme, perché in essa ogni possibilità di vita si cristallizza nella forma, come vedremo più avanti.

La ribellione si realizza in due modi:

1) - circoscritta al personaggio, senza coinvolgimento diretto di altre persone se non in modo occasionale, come il caso di Belluca ne Il treno ha fischiato, nel quale la reazione contro il capufficio rappresenta la reazione contro la situazione generale negativa;

2) - coinvolgendo direttamente la massa, come nella novella La patente, nella quale Chiàrchiaro, ritenuto da tutti uno jettatore, perde il lavoro e la possibilità di vivere una vita decorosamente accettabile, spingendo la propria ribellione fino a sfruttare la stessa superstizione popolare che lo ha costretto all’isolamento.

Per capire l’opera pirandelliana, e il fondamento stesso della vita sociale della prima metà del Novecento, bisogna, quindi, ribaltare il concetto di normalità-anormalità, nel quale la normalità pirandelliana non è solo il banale rifiuto della norma, ma il suo superamento, che ha come obiettivo i grandi valori umani, che sono i veri bisogni da soddisfare.

 

 

 

La Poetica

1.Il fatto - dal verismo al decadentismo

2.Concetto di Umorismo

3.Normalità-Anormalità

4.Realtà - Non realtà

5.Il concetto di realtà dal Verismo al Decadentismo 

6.Il personaggio pirandelliano

7.Rapporti tra personaggi

8.I personaggi e la forma

9.Forma uguale maschera

10.La forma e l'accidente

11.Follia e alienazione

12.Livello linguistico

13.L'arte umoristica