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Giuseppe Bonghi

 

Introduzione generale alla poetica di Luigi Pirandello

da

 

 

1. Il FATTO dal Verismo al Decadentismo

 

Al centro, sia della concezione realistico-verista che di quella del Decadentismo, e quindi dell'umorismo pirandelliano, troviamo il fatto, ciò che è accaduto secondo la volontà o indipendentemente dalla volontà dei protagonisti.
All'interno del verismo il fatto viene rappresentato come l'accadimento in atto, anello di una catena interminabile di cause-effetti, nella quale ogni fatto è conseguenza di quello precedente e causa di quello seguente. Non se ne indagano le cause e non se ne cercano le conseguenze perché cause e conseguenze sono naturali e indipendenti dalla     volontà` dell'individuo, che deve subirle senza ribellarsi, se non vuole cadere in una condizione sociale peggiore della precedente.
In Verga sono i fatti e la condizione sociale che determinano le caratteristiche del personaggio, imponendogli un certo modo di agire, spesso disumano e lontano da un qualche fondamento di ragionevolezza: sul piano del fatto ricchi e poveri sono sottomessi allo stesso destino, in quanto già alla nascita la loro condizione è segnata da limiti precisi ed invalicabili, contro i quali è inutile ribellarsi, limiti che ne determinano lo stato di vinti.  Pirandello prende coscienza, fin dai primi anni della sua produzione letteraria, che il fatto non poteva essere rigidamente costituito, ma doveva essere indagato e analizzato nelle sue cause e proposto soprattutto nelle sue conseguenze, perché sono queste che pesano come un macigno sull'esistenza degli uomini e quindi dei personaggi.

Nei primi anni della produzione pirandelliana, è il fatto in sé ad avere peso, come nel verismo, non le sue conseguenze, che vengono vissute direttamente e mai subite passivamente, come accade ai personaggi di Verga.    Contro di esse, ad esempio, Marta, il personaggio principale de L'esclusa, si prova a lottare e a vincere in qualche modo, prima con le sue sole forze (vincendo il concorso per maestra presso il Collegio che lei stessa aveva frequentato da piccola, poi con l'aiuto di Gregorio Alvignani e infine rappacificandosi col marito, che non riesce più a sopportare la separazione, prendendosi l'impegno di affermare e dimostrare davanti ai compaesani che quel fatto non è mai avvenuto: perché il ritorno di Marta al paese possa avvenire, il fatto deve essere cancellato, non deve esistere più, come se non fosse mai avvenuto: solo in questo modo se ne possono cancellare le conseguenze che hanno mutato l'esistenza della protagonista.

Vediamo come descrive Pirandello il peso che ha su Marta ciò che è avvenuto:

Sempre quel nodo, sempre, irritante, opprimente, alla gola. Vedeva addensarsi, concretarsi intorno a lei una sorte iniqua, ch'era ombra prima, vana ombra, nebbia che con un soffio si sarebbe potuta disperdere: diventava macigno e la schiacciava, schiacciava la casa, tutto; e lei non poteva più far nulla contro di essa. Il fatto. C'era un fatto. qualcosa ch'ella non poteva più rimuovere; enorme per tutti, per lei stessa enorme, che pur lo sentiva nella propria coscienza inconsistente, ombra, nebbia, divenuta macigno; e il padre che avrebbe potuto scrollarlo con fiero disprezzo, se n'era invece lasciato schiacciare per il primo. Era forse un'altra, lei, dopo quel fatto? Era la stessa, si sentiva la stessa; tanto che non le pareva vero, spesso, che la sciagura fosse avvenuta.

Il fatto con le sue conseguenze schiaccia come un macigno i personaggi, anche quando questo è inconsistente, e li costringe a vivere in un determinato modo, a prendere decisioni accettate dalla massa (e in una società` maschilista è sempre l'uomo che decide, anche per le donne): Marta viene scacciata di casa, dopo essere stata scoperta mentre leggeva una lettera inviatale da Gregorio Alvignani ed è costretta a ritornare presso il padre, la sua famiglia viene infangata inesorabilmente ed emarginata dalla "società` civile", della quale non potrà` più far parte fino a quando lo stesso fatto non verrà` cancellato in modo credibile e verosimile per la massa da colui che aveva preso la prima grave decisione, dal marito Rocco Pentàgora.
Pirandello prende coscienza fin dai primi anni della sua produzione letteraria che il fatto non poteva essere rigidamente costituito, ma doveva essere analizzato nelle sue cause e proposto soprattutto nelle sue conseguenze.

In linea generale possiamo definire la struttura verista come una catena circolare di fatti nella quale ciascun fatto è conseguenza del precedente e causa di quello susseguente secondo gli schemi seguenti, circolare chiusa o a catena chiusa. I seguenti due schemi mostrano visivamente la differenza tra la struttura verista e quella usata da Pirandello:

Schema 1

Nella struttura circolare chiusa il Fatto n.1 è causa di F2 che è causa a sua volta di F3 e conseguenza di F2, ecc.; Fn, infine, è conseguenza di F5 e causa di F1, chiudendo cosi la circolarità della struttura. Con F(fatto), in particolare, intendiamo sia il fatto in sé e il personaggio che lo ha vissuto, che la condizione sociale generale nella quale è stato generato e ha a sua volta generato conseguenze.

 

 

La Poetica

1.Il fatto - dal verismo al decadentismo

2.Concetto di Umorismo

3.Normalità-Anormalità

4.Realtà - Non realtà

5.Il concetto di realtà dal Verismo al Decadentismo 

6.Il personaggio pirandelliano

7.Rapporti tra personaggi

8.I personaggi e la forma

9.Forma uguale maschera

10.La forma e l'accidente

11.Follia e alienazione

12.Livello linguistico

13.L'arte umoristica