Luigi Pirandello 1867 - 1936

Le opere integrali. Riassunti, analisi, tematiche, media.

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Con Marina Malfatti, Edoardo Stravo.

 

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Lettura del giorno

Colloquii coi personaggi

da Novelle per un anno
"Appendice" - 1938
Nella novella si pone l'interrogativo lancinante sulla vita eterna e sull'esistenza della persona in sé e non solo nell'altrui ricordo. Tale testo può, a nostro avviso, essere assunto a simbolo della sua intera riflessione. Pirandello ci descrive i suoi sentimenti dinanzi al pensiero della morte della madre. Qui la domanda sulla persona è portata – potremmo dire – a misurarsi con le idee di anima e di vita eterna (ed, infine, con la presenza di Dio). Se la morte sembra non poter distruggere il pensiero che Pirandello conserva, tenero, della madre (e solo la morte dell'autore siciliano “decreterebbe”, da questo punto di vista, la morte di colei che gli ha dato la vita) l'interrogativo esistenziale è se la madre possa ancora amarlo, è se lei possa avere memoria e relazione con lui, una volta lasciata questa vita.
Senza la fede cristiana nella vita eterna, il ricordo dei morti si rivela come forma cangiante, ma insieme non modificabile, del gioco dolente delle apparenze nel quale a nessun essere umano è data vera esistenza e consistenza. La nostalgia della relazione d'amore tra madre e figlio e dell'autenticità eterna di un tale rapporto sola resta ad interrogare e scuotere.

 


 

A Teatro

Il dovere del medico

            Un medico ha il dovere di salvare vite umane; ma ha il diritto di restituire alla vita chi aveva deciso di togliersela? E la protesta di Tommaso Corsi: egli era stato costretto a uccidere per legittima difesa il sostituto procuratore Neri, marito della sua amante, che lo aveva assalito, dopo averlo sorpreso in flagrante con lei; poi aveva deciso di suicidarsi: «Mi ero ucciso. Viene lui. Mi salva. Con quale diritto gli domando io ora?». Tanto più che il medico non era in grado di restituirgli una vita priva di pene, libera e gradevole: ora egli sarà giudicato e finirà in prigione. Nessuno al mondo riconoscerà quanto ha sofferto per aver tentato di uccidersi e per ristabilirsi, peraltro contro la sua volontà. Di tutte queste pene che non servono a pagare il suo debito con la giustizia, il medico è responsabile.

 


 

Percorsi

Il fu Mattia Pascal

 

Roberto Deidier - La certezza del nome. Note sul Fu Mattia Pascal
 
Tesina - Pirandello tra vita e forma: Il fu Mattia Pascal
 
Dante Della Terza - Gli espedienti della “lanterninosofia”. Come opera l'illusione nella trama de Il fu Mattia Pascal di Pirandello
 
Samanta Gamboni - Lo spiritismo ne “Il fu Mattia Pascal” in particolare e nelle opere di Pirandello in generale
 
Giovanni Fighera - Rileggiamo Il fu Mattia Pascal
 

Leggi Il fu Mattia Pascal

Introduzioni, riassunto, analisi dei personaggi

 

 

Suggerimenti

Tematiche Pirandelliane

Articoli e saggi

 

Simona Micali
Pirandello e il mito come archetipo
 
Pietro Milone
Padri e figli. La vita ardente di Luigi e Stefano Pirandello
 
Pia Schwarz Lausten
Le finzioni di Enrico IV. Un'analisi del dramma Enrico IV di Luigi Pirandello

 

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Biblioteca Pirandelliana

Essenziale e consigliata

 

Alessandra Sorrentino

Luigi Pirandello e l'altro

Carocci Editore

2014 - pp. 144 - Euro 15,00

 

AA.VV.
FINZIONI & FINZIONI
Illusione e affabulazione in Pirandello e nel modernismo europeo
Franco Cesati Editore
2013 - pp.332  - Euro 35,00
 
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     Io penso che la vita è una molto triste buffoneria,

poiché abbiamo in noi,

senza sapere né come né perché né da chi

la necessità di ingannare di continuo noi stessi

con la spontanea creazione di una realtà

(una per ciascuno e non mai la stessa per tutti)

la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.


     Chi ha capito il gioco non riesce più a ingannarsi;

ma chi non riesce più a ingannarsi

non può più prendere né gusto né piacere alla vita.

Così è.

Luigi Pirandello

 

Dalla lettera autobiografica inviata a Filippo Sùrico,

direttore del periodico romano Le Lettere

e pubblicata sul nel numero del 15 ottobre 1924.