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Biografia
La crisi dell'uomo
contemporaneo trova
nell'arte di Luigi
Pirandello un testimone e
un'interprete d'eccezione.
Con la sua intensa e
spregiudicata attività
letteraria, rappresentata
soprattutto dalla sua opera
di narratore e di
drammaturgo,
Pirandello
compì una spietata
esplorazione della
condizione dell'uomo del suo
tempo, del suo smarrimento,
della sua dissipazione
morale, della sua disperata
solitudine. L'attività più
intensa del Pirandello si
svolse in un momento
particolarmente tormentato
della nostra storia e cioè
nel trentennio che va dal
1900 al 1930. Sono gli anni
in cui si prepara la prima
guerra mondiale: un periodo
confuso non soltanto sotto
l'aspetto politico e
sociale, ma anche in quello
letterario. Già negli ultimi
decenni dell'Ottocento
,nella letteratura e
particolarmente nel teatro,
si cominciò ad avvertire un
senso di stanchezza e di
amara delusione, che
rispecchiava la situazione
psicologica in cui si
trovava la società borghese post-risorgimentale.Al
Positivismo,che aveva
esaltato l'intelletto umano
come capace di costruire un
nuovo mondo di felicità
sociale e di grande
progresso, subentra il
Decadentismo con la sua
ansia metafisica, col gusto
dell'ignoto e
dell'inconscio, con le sue
incertezze e le sue
contraddizioni.....
continua....
Teatro
Nel luglio del 1916, dopo il
fortunato esito di Pensaci,
Giacomino! Pirandello
scriveva al figlio Stefano:
... La commedia 'Pensaci,
Giacomino!' ha avuto una
serie di repliche con esito
felicissimo e correrà certo
la penisola trionfalmente.
Musco è entusiasta della
parte... Ho preso l'impegno
di scrivergli un'altra
commedia per il prossimo
ottobre, e spero di
mantenerlo, benché il
teatro, come tu sai, mi
tenti poco. E in effetti
Pirandello giunse al teatro
relativamente tardi, dopo
aver scritto alcuni romanzi
e centinaia di novelle, e
quasi controvoglia. Tuttavia
il teatro costituì, in
qualche misura, lo sbocco
naturale dell'arte
pirandelliana. Non solo
perché all'epoca in cui
Pirandello si dedicò
precipuamente alla
composizione drammatica -
gli anni intorno alla prima
guerra mondiale - le novelle
contenevano già un impianto
teatrale fatto di intensi,
quasi frenetici dialoghi; ma
anche perché tutto lo
sviluppo della sua tematica
artistica conteneva un
elemento di teatralità.
continua....
Le Novelle
Parte della critica ha
creduto di rintracciare una
linea di sviluppo definitiva
all'interno dell'opera
narrativa del drammaturgo,
ora contrapponendo le
novelle ‘siciliane' alle
‘borghesi', ora invece
sottolineando l'evoluzione
della poetica pirandelliana
da una prima fase
genericamente veristica fino
all'etrema caratterizzazione
surreale. Ma il realismo,
l'interesse sociologico
delle novelle sono soltanto
apparenti: i personaggi,
siano essi i piccoli
borghesi capitolini o i
contadini siciliani, possono
essere presi dal vero ma
vengono deformati dalla
penna del narratore che li
tramuta in maschere,
caricature estreme di
un'unica radicale incapacità
di vivere. In realtà la
produzione del Pirandello
novelliere ha carattere
aperto, con connotati di
vero e proprio laboratorio
per sperimentazioni di forme
narrative. Le novelle hanno
soprattutto rappresentato
per l'autore un banco di
prova sul quale saggiare
quei temi portati a piena
maturazione negli altri
generi, in particolare nel
teatro.
continua.....
Scritti e discorsi
Chi lavora con serietà,
altezza e nobiltà d'intenti
sa che conto si possa fare
(e si debba dunque fare)
della critica contemporanea,
perché considera che non è
possibile ai troppo vicini
vedere dove e quanto uno
scrittore nella sua opera
sia riuscito a liberarsi
della sua temporalità, vale
a dire di tanti elementi,
spesso incoercibili, che
sono del tempo e nel tempo,
e che concorrono
naturalmente a condizionare
l'opera.
Liberarsene vuol dire
superarli, assorbendoli in
una forma che sia per se
stessa compresente d'ogni
tempo.
Ora appunto questo la
critica contemporanea
difficilmente riesce a
discernere, mentre ancora
vivono e consistono quei
temporanei elementi: se cioè
un'opera si sorregga
soltanto su questi, da tutti
sottintesi, ma non da essa
veramente assorbiti e
superati.
continua....
Il Nobel
Il 9 novembre 1934 Luigi
Pirandello ricevette a Roma
il telegramma con cui Per
Hallström, segretario
permanente dell’Accademia di
Svezia, gli comunicava
l’avvenuta assegnazione del
Premio Nobel per la
Letteratura.
La sua casa di
via Antonio Bosio, una
traversa della Nomentana, fu
invasa quello stesso giorno,
racconta Gaspare Giudice
nella sua bella biografia,
da giornalisti e fotografi,
e lo scrittore dovette
adattarsi a mettersi in posa
curvo sulla macchina da
scrivere dove batté su un
foglio una sola ripetuta
esclamazione: «pagliacciate!
pagliacciate!…» (Giudice
1963, p. 531). Era un modo
tipicamente pirandelliano di
irridere a se stesso e al
rituale delle interviste, a
cui peraltro spesso
consentiva o doveva
consentire, come è ovvio
Quando si è qualcuno. Nella
commedia rappresentata con
quel titolo in Argentina
l’anno prima aveva tramato
la beffa di un vecchio
scrittore che invano tenta
di cancellare i più
resistenti stereotipi della
sua fama letteraria.
continua.....
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Dove siete - Where you are
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La storia
Si ripropone la storia di
Pirandello poeta, saggista e
narratore, a partire dal
periodo della formazione
culturale e degli esordi
letterari fino ai mesi che
precedono la morte, quando
lo scrittore siciliano
appare ancora fortemente
impegnato nella scrittura
delle sue ultime,
intensissime, novelle.
Se
Pirandello è conosciuto in
Europa e nelle Americhe
soprattutto come autore di
drammi teatrali, è anche
vero che l’autore siciliano,
a ben considerare, si rivela
uno dei più importanti
narratori del Novecento
italiano. Senza dire che le
stesse sue poesie hanno
costituito un importante
"serbatoio" di temi per le
novelle e i romanzi, e che
la stessa produzione
saggistica ha accompagnato
in maniera significativa
l'attività dello scrittore.
Basterebbe pensare, in
proposito, al saggio più
noto di Pirandello,
L'umorismo, che dà una
impronta ai romanzi più
innovatori, come i Quaderni
di Serafino Gubbio operatore
o Uno, nessuno e centomila.Si tende dunque a
presentare l'itinerario
biografico-culturale
dell’autore, dalle prime
prove poetiche ai suoi
interessi di letterato e
saggista per i problemi
dell'arte moderna.Si tratta
di un itinerario che nasce
dentro un periodo di crisi
della cultura italiana tra
Otto e Novecento: e tenderà
a svilupparsi in maniera
sempre più decisa verso una
complessa produzione
narrativa. Di quest'ultima
si illustreranno temi e
figure principali, mettendo
pure in evidenza il rapporto
di Pirandello con la cultura
europea, ovvero con
importanti intellettuali e
scrittori.
continua.....
I Romanzi
Dopo la laurea filologica a
Bonn, Pirandello visse a
Roma fin dal 1892, e qui,
nel 1901, pubblicava, tra il
giugno e l'agosto, il
romanzo L'esclusa sulle
colonne de "La Tribuna" (il
romanzo verrà poi edito in
volume nel 1908).
Si tratta di una prima
espressione letteraria, non
ancora pienamente matura,
nella quale l’influenza
della prosa naturalista,
sulla base di modelli
costituiti da Giovanni
Verga, o da un autore vicino
al Pirandello come Luigi
Capuana, si manifesta in un
tono cronachistico, talora
freddo e distaccato,
rispetto ad una vicenda che,
invece, presenta già i
caratteri dei più maturi
intrecci pirandelliani.
continua.....
Le Poesie
Noto soprattutto per le
numerose e caratteristiche
novelle, le singolari opere
teatrali e gli altrettanto
peculiari romanzi,
Pirandello, agli albori
della sua carriera, fu anche
poeta. Un poeta che,
nonostante fosse solo agli
inizi, lasciava già
intravedere chiare tracce
non solo del suo
inconfondibile stile, ma
soprattutto della sua
particolare visione del
mondo e della natura umana.
Nel 1960 vennero per la
prima volta pubblicate in
un’unica raccolta tutte le
opere poetiche dell’autore,
accompagnate da testi
inediti pazientemente
ricercati e recuperati fra i
numerosi scritti sparsi.
L’amore ed i rapporti fra
uomo e donna, tematiche
chiave in Pirandello, spesso
trasfigurate da
ambientazioni irreali e
mitiche, mostrano già quelle
lacerazioni e contraddizioni
che col tempo diventeranno
segni distintivi dell’intera
opera pirandelliana.
continua.....
Articoli e
Saggi
Pirandello morì in un anno
particolarmente carico di
storici eventi.
Egli aveva parlato più di
una volta del «piacere della
storia». «Nulla di più
riposante della storia,
signori» aveva esclamato un
suo personaggio. «Tutto
nella vita si cangia
continuamente sotto gli
occhi. Nulla v'è di certo.
Mentre nella storia tutto è
determinato, tutto è
stabilito.» E ogni effetto
continuava segue obbediente
alla sua causa con perfetta
logica, e ogni avvenimento
si svolge preciso e coerente
in ogni particolare, col
signor duca di Nevers, che
il giorno tale, anno tale
ecc. ecc.
Gli avvenimenti accaduti in
quell'anno non erano ancora
storia. Erano vita,
l'incerta vita. Ma era
sicuro che in Spagna, in
quell'anno 1936, dopo
l'assassinio di Calvo
Sotelo, capo
dell'opposizione spagnola,
scoppiò la rivoluzione
franchista, e che
nell'agosto dello stesso
anno il poeta García Lorca,
all'alba, all'uscita dal
villaggio di Viznar, in un
bosco d'ulivi, fu
giustiziato.
continua.....
La Poetica
Al centro, sia della
concezione
realistico-verista che di
quella del Decadentismo, e
quindi dell'umorismo
pirandelliano, troviamo il
fatto, ciò che è accaduto
secondo la volontà o
indipendentemente dalla
volontà dei protagonisti.
All'interno del verismo il
fatto viene rappresentato
come l'accadimento in atto,
anello di una catena
interminabile di
cause-effetti, nella quale
ogni fatto è conseguenza di
quello precedente e causa di
quello seguente. Non se ne
indagano le cause e non se
ne cercano le conseguenze
perché cause e conseguenze
sono naturali e indipendenti
dalla volontà`
dell'individuo, che deve
subirle senza ribellarsi, se
non vuole cadere in una
condizione sociale peggiore
della precedente.
In Verga sono i fatti e la
condizione sociale che
determinano le
caratteristiche del
personaggio, imponendogli un
certo modo di agire, spesso
disumano e lontano da un
qualche fondamento di
ragionevolezza: sul piano
del fatto ricchi e poveri
sono sottomessi allo stesso
destino, in quanto già alla
nascita la loro condizione è
segnata da limiti precisi ed
invalicabili, contro i quali
è inutile ribellarsi, limiti
che ne determinano lo stato
di vinti. Pirandello prende
coscienza, fin dai primi
anni della sua produzione
letteraria, che il fatto non
poteva essere rigidamente
costituito, ma doveva essere
indagato e analizzato nelle
sue cause e proposto
soprattutto nelle sue
conseguenze, perché sono
queste che pesano come un
macigno sull'esistenza degli
uomini e quindi dei
personaggi.
continua.....
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