01 – Elio Gioanola – Pirandello’s story – La vita o si vive o si scrive


Elio Gioanola – Pirandello’s story

Biblioteca Pirandelliana

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Pirandello's storyElio Gioanola

Pirandello’s story – La vita o si vive o si scrive

Jaca Book – 2007 – pp. 360

prezzo di copertina Euro 24,00

Questo libro propone un’avventura narrativa nell’universo pirandelliano. Si dice giustamente che uno scrittore è nei suoi testi, ma è anche vero che nei testi c’è tutta la persona che scrive. Vita e opera compongono uno stretto complesso significante e la pretesa di rescinderlo rischia di far cadere nel cattivo biografismo o nello sterile formalismo.

Tanto meno destino ed espressione sono separabili in un autore per il quale, come tante volte ha ripetuto, la vita o si vive o si scrive: nell’opera di Pirandello è racchiuso un destino di non-vita tutto da esplorare, se si punta al cuore di un mondo espressivo che, per poter essere, ha vampirizzato un’intera esistenza. Dunque qui non si fa biografia e non si fa interpretazione di testi, si fa semplicemente la storia di un destino che è diventato opera, magari con l’ausilio del narrato e del dialogato. Se c’è biografismo, questo non riguarda la vita come serie aneddotica di eventi, ma il vissuto, cioè l’interiorizzazione fantasmatica dell’esistenza in quanto tale. Se c’è saggismo, non è esercizio interpretativo fine a se stesso, ma lettura in filigrana del lavoro testuale di quel fantasmatico. Se c’è romanzo, non ha nulla di romanzesco, ma è semplicemente costruzione di ponti narrativi ben fondati sui supporti documentari, interni o esterni all’opera.
Gli otto capitoli del libro sono centrati su nuclei tematici ritenuti i più significativi per l’esplorazione in profondità del complesso significante vita-opera, col privilegio concesso al tema dell’amore, determinante presenza-assenza in quel complesso. Se infatti l’amore latita grandemente, la sua nostalgia è tanto forte da governare tutti i percorsi dell’attività creativa. E solo questa radicale nostalgia, che certo rimanda alla Cosa materna, è in grado di spiegare la vana e mai scalfita passione per Marta Abba, l’attrice che ha per intero occupato la vita e la fantasia dello scrittore nei suoi ultimi dieci anni. Una passione tanto intensa quanto dolorosa, perché connessa a deficit psicologici originali, che hanno a che vedere con la «paura d’impazzire», tante volte confessata e poi drammaticamete confermata dalla follia della moglie Antonietta, oltre che presente in tutta l’opera nelle forme dell’io diviso, dell’impossibile identità, dell’orrore per la sessualità, dell’umorismo, insomma nella fenomenologia schizoide in tutte le sue implicazioni.
Il libro ha ricevuto una segnalazione speciale per il “Premio Grinzane Cesare Pavese” 2007

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