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Luigi Pirandello e le biblioteche

10  - Il via vai dei libri

Testi ed immagini da Internet Culturale

 

Sulle cause della trasferta di Bonn si sa quanto Nardelli, biografo estroso e talora inventivo, ha narrato vivacemente. Onorato Occioni, professore veneziano di latino, cade in errore traducendo Plauto. Pirandello non tace, suscitando le ire del latinista. Quindi per sottrarsi a eventuali ritorsioni migra Oltralpe, dietro consiglio di Monaci.
A Roma lo studente era approdato per tentare la via del teatro, lasciando Palermo, dove Cortesi e Fraccaroli l'avrebbero potuto trattenere se l'obiettivo non fosse stato più un debutto che un corso di studi. E per Pirandello - bisogna convenirne - é un vera disgrazia sbarcare a Roma nel 1887. Nei cieli dell'Urbe brilla l'astro accecante di d'Annunzio.

Beniamino della sorte, é lui a mietere consensi e successi che non lasciano spazio ad altri.
E a d'Annunzio Pirandello si riferisce non appena é giunto a Roma. Confessa di aver bruciato tutte le sue carte e sfoga torvo il fastidio represso:
«Mi dà ai nervi questo presentarmi come poetino da salotto, e voglio che un mio libro e non una persona dica agli altri quello che sono, se pur sono qualche cosa. Sempre, a ogni lode che ricevo d'un imbecille, sia uomo o donna, il mio primo moto istintivo é quello di cacciargli un pugno in bocca, per il gusto bizzarro di farlo récere diversamente. Io non so chi mi abbia accanato dietro fin qui la tisicuzza fama di poeta. E’ una jettatura, per Giove Statore! Che io mi sappia, io non ho cocomeri in corpo, e quindi dolori che piacciono alle donne».
 

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A singhiozzo, chiederà ciò di cui non sa privarsi, ed é molto: i Saggi di critica letteraria di Canello (anch'egli allievo di Bonn), La Favola e le Favole di Lessing, per uno studio sul folklore siciliano da allegare alla tesi di laurea.
Oppure si tratta di saggi di storia o dei Nibelunghi, lasciati nella «cassa», custodita da Annetta, e invece indispensabili. Gli devono infatti essere spediti al più presto
«i seguenti libri, che troverete nella mia cassa:

1° Enrico Hallam: l'Europa nel medio-evo;
2° Gervinus: Storia della rivoluzione Greca (non so bene se é di Gervinus, ma ad ogni modo il titolo é giusto - credo che siano due volumi);
3° La Rovina dei Nibelunghi, traduzione di A.Gabrielli».
Anche il Firenzuola, così spesso additato da d'Annunzio quale modello di lingua dovrà varcare le Alpi:
«Prego Annetta d'inviarmi dalla mia cassa di libri le Opere di Agnolo Firenzuola, due volumi», mentre per lo studio su Cecco Angiolieri, a cui si accinge, deve assolutamente recuperare appunti e libri:
1°) Un fascio di carta (doppia, a quadretti) dove son trascritti da me i sonetti di Cecco Angiolieri - secondo il codice Chigiano, sui quali devo fare uno studio insieme ad altri di poeti umoristici del XIII secolo.
2°) Brunetto Latini, di Rodolfo Renier.
3°) D'Ancona, Studi di crit. e di storia letteraria.
4°) G. Trezza, Studi critici».

 

Allo scadere del soggiorno tedesco, nell'aprile 1891, i libri saranno così numerosi che si propone un vero e proprio trasloco. A quelli che sono emigrati si sommano i nuovi acquisti, sia per la personale «biblioteca fílologica» («attrezzi» dice «del mio mestiere»), sia per alimentare l'artista invero ridimensionato a Bonn, ma non mai messo a tacere. Andrà infatti collocato in Germania l'incontro con Chamisso, Richter o Tieck, quando rinverdiscono anche antiche predilezioni come Heine o Lenau.

Pirandello si é oltremodo dedicato allo studio traendone almeno due importanti risultati: la laurea in glottologia e la definitiva avversione nei confronti della Scuola storica. Già da tempo però lamenta che i suoi studi «non imparano a vivere».

Insieme con lo «spettacolo della vita», Pirandello «fischia» i suoi studi, il cui vantaggio - si rassegna - é quello di dare pane:
«Non più versi, non più commedie, non più fantasie - tutta questa é merce che non dà pane... ma tedesco e tedesco e poi tedesco, e glottologia e filologia e lessicografia, e chi non schiatta é bravo!».


Luigi Pirandello e le biblioteche

Copertina

1 - Ginnastica da camera:

Le Letture di Pirandello

2 - Metrica e poesia

3 - Il giudizio su Pascoli

4 - Contro d'Annunzio

5 - I dioscuri del Regime

6 - Pirandello dantista

7 - O poeta o filologo:

la vocazione letteraria

8 - L'amore per il teatro

9 - Pirandello e i libri

10 - Il via vai dei libri

11.Il cacciatore di parole

Intorno Pirandello

Pirandello e il suo tempo

1. La vita e le opere

2. La vita politica e sociale

3. La vita letteraria e artistica

Giancarlo Mazzacurati

Il doppio mondo di Serafino Gubbio

Simona Micali

Pirandello e il mito come archetipo

Introduzione

Capitoli »»

1

2

3

4

5

Andrea Camilleri

Il Padre nei Sei Personaggi

e il padre di Pirandello

Fausta Samaritani

Luigi Pirandello, una vita da autore

Daniela Leuzzi

Pirandello e Eduardo

Corrado Alvaro

Prefazione a Novelle per un anno

Luciano Lucignani

Sei donne in cerca di Pirandello

Giovanni Macchia

Pirandello a sessant'anni dalla morte

Paolo Spinicci

La teoria dell'umorismo

in Luigi Pirandello

Giorgio Patrizi

Pirandello e l'umorismo

Tesina

Pirandello tra vita e forma:

Il fu Mattia Pascal