La confidenza del Gabetti si rivela esatta; il 9 novembre a
Pirandello viene ufficialmente annunciata l’assegnazione del
Nobel da un telegramma del Segretario generale della Reale
Accademia svedese: «L’Accademia svedese ha stamani assegnato a
Lei, signor Dottore, il premio letterario Nobel…»; era stato
preferito a Paul Valéry e a G.K. Chesterton, candidati di
quell’anno. A casa Pirandello è subito ressa di giornalisti e
fotografi e “cinematografisti”, che gli chiedono una posa: egli
sa già cosa fare: si siede come un bravo scolaretto alla
scrivania, infila un foglietto nella sua inseparabile macchina
da scrivere “Derwood standard portable typewriter”, e vi scrive
sopra una sola parola: pagliacciate!, ripetuta per ben 27
volte, tanto lunga diventa la seduta e la serie di lampi al
magnesio cui viene sottoposto. Ma c’è una sola persona colla
quale vorrebbe trascorrere quei momenti, Marta, “la donna fulva
che, come una premonizione, era apparsa a incarnare tanti suoi
personaggi” (Aguirre, cit. 302), è nei suoi pensieri e
purtroppo lontana, assente:
sono passati tanti giorni e non ho ricevuto di Tuo che una firma
in una cartolina illustrata, tra tante altre firme, credo da
Biella. […] Non mi son sentito mai tanto solo e tanto triste. Il
dolce della Gloria non può compensare l’amaro di quanto è
costata. E poi, quando Ti arriva, se non sai più a chi darla, e
che fartene?
Così le scrive il 15 novembre, dopo giorni intensi in cui si è
sentito “oppresso - è la parola - dai festeggiamenti che
m’hanno fatto, dai giornalisti di tutti i paesi che m’hanno
assediato, interviste e telegrammi, telegrammi, telegrammi; ne
avrò ricevuto un mezzo migliajo a dir poco! da S. A. Reale
Adalberto di Savoja-Genova alla tua ex-cameriera Lina! - Ne
arrivano ancora da tutte le parti del mondo, e non so come fare
a rispondere. Ma di Marta in questa occasione, solo una
firma su una cartolina illustrata, quasi a volersi mimetizzare,
mentre il mondo della cultura italiano ed europeo è in
fibrillazione e Pirandello viene considerato ormai un autore da
consegnare alla storia: da accettare, non più da discutere.
Il calendario degli impegni è frenetico; ecco come lo presenta a
Marta il 15 novembre:
Il 18 [novembre] sarò certamente a Milano e mi tratterrò
fino alla sera del 19. Mi sarebbe tanto piaciuto vederTi e
parlare un po’ con Te, Marta mia! Ma il giorno 20 devo
essere a Parigi dove mi aspettano e dove bisogna che mi
trattenga almeno una settimana. Il giorno 27 partirò per
Londra dove mi tratterrò fino al 4 Dicembre. Da Londra ritornerò
per due giorni a Parigi e poi, il 9 mattina mi troverò a
Stoccolma per la Seduta Reale che sarà il 10 dicembre, resterò
nella Capitale Svedese per tutti i festeggiamenti che mi faranno
fino a tutto il 14 e poi il 15 partirò per Praga dove assisterò
alla prima del “Non si sa come”, e terrò la conferenza.
Le accoglienze a Parigi e Londra sono quasi trionfali e
sensazionali e danno fastidio al Regime fascista, che comunque
non vede di buon occhio tutto ciò che succede nelle due capitali
europee. A Parigi al ricevimento del “Figaro” in suo onore
partecipano 1500 invitati, tutte le personalità politiche e
culturali sono presenti. Pirandello, al di là delle difficoltà
di ogni genere, spera che Marta possa essere con lui a
Stoccolma, ma il padre dell’attrice ha un banale incidente di
macchina e il desiderato viaggio sfuma, anche perché l’amica che
avrebbe dovuto accompagnarla all’ultimo momento si rifiuta
adducendo una scusa.
Il 10 dicembre c’è la solenne cerimonia di consegna della
pergamena, della medaglia e del premio in denaro premio da parte
del Re e il discorso, in cui mette in evidenza il concetto che
gli errori dell’innocenza hanno finito per fare di lui un
essere del tutto inadatto alla vita, e soltanto adatto a pensare
e a sentire. Così descrive a Marta la giornata trionfale il
12 dicembre:
Io sono addirittura stroncato da tutte queste feste. Ma ormai,
se Dio vuole, il grosso è passato. Ho ricevuto il Premio dalle
mani del Re nella seduta solenne, che ha veramente una
grandiosità impressionante, con tutta la Corte e la folla degli
invitati in tutto lo splendore delle decorazioni, Accademici,
Ministri Generali e, sul palco, i candidati coi loro padrini. Te
ne parlerò meglio a voce, e Ti mostrerò lo splendido diploma e
la grande medaglia d’oro. Dopo questa cerimonia si va al
banchetto nel magnifico Palazzo della Città: banchetto di almeno
500 persone, presieduto dai Principi Reali. Qui ho dovuto [fare]
il discorso e m’è toccato farlo in francese per suggerimento del
nostro Ministro, non essendo ammissibile che un interprete
traducesse il mio italiano. Me la son cavata bene. Tutto jeri
m’è passato a far visite di ringraziamento e puoi immaginarti
come e quanto m’abbiano stancato. Jeri sera, pranzo a Corte, col
Re e tutti i Principi Reali. Il Re è stato con me d’una cortesia
senza pari; e uno dei Principi, il Principe Guglielmo, secondo
Benito del Re, s’è intrattenuto con me tutta la serata. Stasera
pranzo alla Legazione in mio onore; domani rappresentazione di
gala del “Piacere dell’onestà” al Teatro Nazionale. La più
grande attrice svedese, Tura Teje, interpreterà il “Trovarsi” in
una tournée per tutti i paesi scandinavi; alla Radio hanno dato
il “Vestire gl’ignudi”. C’è stato anche, la prima sera, al mio
arrivo, un pranzo offerto in mio onore da tutta la federazione
della stampa estera a Stoccolma. Quando penso che, appena finiti
questi festeggiamenti svedesi, cominceranno quelli di Praga, mi
vengono addirittura i brividi.
Il 15 parte per Praga, dove il 19 al Teatro nazionale viene
rappresentata la Prima assoluta di Non si sa come col
titolo Clovek ani neví jak nella traduzione di Venceslao
Jirina; la presenza del Maestro ne assicura il successo nella
prima serata, ma l’opera viene in generale accolta con una certa
freddezza. Difficile è l’espressione di intensa e furiosa
passionalità della gelosia del protagonista Romeo, che
oltretutto porta un nome che inevitabilmente evoca
letterariamente una vicenda e un amore totale nel quale è del
tutto assente proprio la gelosia.
Il 20 finalmente può ritornare il Italia e rincontrarsi con
Marta, e vicino a lei trascorre le feste natalizie.